Vox Populi: tutti in classe, riparte la scuola

L’Inizio della scuola segna di fatto la fine dell’estate, da oggi, lunedì 16 settembre, la sveglia è suonata prima e ci si dovrà abituare nuovamente alla routine scolastica. Dentro allo zaino, oltre a libri e quaderni, ci sono i ricordi dell’estate appena conclusa, le giornate spensierate, le serate passate a chiacchierare fino a tardi con gli amici, il mare, i primi amori e il dolce far niente. Per alcuni il primo giorno di scuola è fonte di ansia, dovuta anche al fatto di non aver svolto tutti i compiti assegnati, per altri invece è carico di aspirazioni e gioia di rivedere i propri compagni di classe.

Nel sondaggio di questa settimana abbiamo chiesto ai modenesi qual è il ricordo più nitido del primo giorno di scuola, come lo abbiano vissuto, quali sentimenti lo abbiano accompagnato. “Ricordo che avevo il grembiule nero con il fiocco azzurro – racconta Carlo Ventura, modenese doc e conosciuto per essere lo “Sgorghiguelo” della famiglia Pavironicaeravamo tutti fuori davanti alle Campori (che adesso non esistono più) in via Ganaceto, la mamma mi teneva la mano e nell’altra avevo la cartella con la merenda, le maestre chiamavano tutti i ragazzini per nome e cognome. Quando è toccato a me avevo un po’ d’ansia. Adesso i ragazzi a quell’età sono già stati alle Maldive o in giro per il mondo, noi al massimo andavamo a vedere Ras e Lea (i mitici leoni) ai giardini pubblici! Ricordo che la mia maestra sembrava una strega! Alle medie l’ansia era ancora maggiore ed il primo giorno incontrai per la prima volta “il ripetente”, due o tre personaggi molto più grandi che avevano già ripetuto l’anno più volte. Mi colpì un ragazzo che entrò nel cortile con un motorino truccato che faceva un casino incredibile, era Luca Cadalora! Poi al Liceo Tassoni il primo giorno dovevi tenere un profilo bassissimo perché nei confronti dei primini c’era un po’ di bullismo cameratesco”.

L’Italia è tra i paesi europei quello dove le vacanze estive durano di più, ben 13 settimane contro una media che si attesta intorno alle otto settimane. E forse è proprio a causa delle lunghe vacanze che per gli studenti italiani risulta più difficile il rientro sui banchi. Dopo tre mesi trascorsi a svegliarsi con calma e tirare tardi, meglio alzarsi prima in modo graduale ed evitare di usare tablet o smartphone prima di addormentarsi perché non concilia il sonno e restare attenti a scuola diventa un problema.

 

Il parere degli intervistati

Gianni, giornalista: “Lo ricordo carico di ansia per non aver svolto tutti i compiti, ma anche di risate come quando ad un amico legarono il motorino su un albero!

Luciano, orologiaio: “Vivevo l’inizio della scuola con molto timore delle maestre e dei professori. Non tornerei mai nel periodo dell’adolescenza, avevo paura di tutto“.

Federica, studentessa: “Ricordo la voglia di iniziare le superiori e cambiare aria, ero entusiasta di conoscere i nuovi professori e compagni. Purtroppo quel periodo è volato!

Giuseppina, infermiera: “Alle elementari ero preoccupata di non riuscire a farmi il fiocco, poi alle superiori credevo di non essere all’altezza, crescendo è passato per fortuna!

Sonia, operaia: “Primo giorno di scuola ansia nonostante avessi sempre la media del 9, ero poco sicura delle mie capacità, dopo gli anni scolastici li ho sempre vissuti bene“.

Luca, aspirante doppiatore: “Tanta preoccupazione perché mi mancava la mamma e avevo paura dei compagni più grandi, per fortuna sono diventato grande e grosso anch’io!

 

di Giada Chiari

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