Rachele Barbieri, dal paese di Luca Toni all’oro mondiale

I mondiali su pista di ciclismo femminile in corso ad Hong Kong parlano anche modenese, anzi, potremmo dire “serramazzonese”. E’ infatti di ieri pomeriggio (mercoledì 12 aprile), la grande impresa di Rachele Barbieri, talentuosa ventenne di Stella, lo stesso paese di Luca Toni, che ha conquistato una straordinaria medaglia d’oro nello scratch, un disciplina nata soltanto ad inizio anni 2000 che praticamente riprende la logica della gara su strada, ma su pista. La Barbieri ha battuto, in un emozionante sprint, la belga D’Hoore e l’inglese Barker.

Per rendere omaggio a questa giovane campionessa delle nostre parti ripubblichiamo un’intervista che gli fece Francesco Rossetti per Vivo Pavullo del 27 gennaio 2016, proprio quando la ragazza di Stella era stata appena messa sotto contratto dalla squadra americana Cylance Pro Cycling per il World Tour femminile di quell’anno. Buona Lettura.

Rachele, sei già stata negli States?
Non ancora. La prima gara che farò con la squadra sarà a febbraio in Qatar, dal 2 al 5. Le altre adesso sono in ritiro in Australia. In Qatar sarà il mio debutto nella categoria Elite. Saranno quattro tappe. Un tour breve, ma impegnativo, perché dicono ci sia molto vento, quindi sarà dura.

Qual è la tua specialità?
Sono una velocista/passista. Diciamo che sono abbastanza completa, a parte la salita.

Che tipo di sprint preferisci?
Quelli in leggera salita, alla fine di un percorso che possa fare un po’ di selezione.

Come hai cominciato a correre in bici?
In paese c’è sempre stata una piccola società di ciclismo. Mia sorella, più grande di cinque anni, correva, è stato naturale che provassi anch’io. L’allenatore ci veniva a prendere a casa. Un gran vantaggio per dei genitori che lavoravano. Tornavo a casa da scuola e non vedevo l’ora di andare a correre sulla bici.

Quando hai cominciato a vincere?
Beh, nelle prime gare spesso mi davano la paga le altre. Con il tempo sono migliorata. Ma ho sempre corso come divertimento, penso sia stata una fortuna. Quando negli ultimi anni mi sono ritrovata davanti a tabelle e allenamenti duri, mi è servito quell’approccio.

Ci sono famiglie che hanno un po’ un’ossessione per la riuscita dei figli, vero?
Lo dico sempre. Per fortuna i miei genitori non hanno mai praticato questo sport. Vedo invece ragazze che sentono la pressione addosso da parte della famiglia. Con tutto il sacrificio che fai, un peso in più non serve a nulla.

Quanto ti alleni?
Tutti i giorni, da fine dicembre a ottobre. Seguo la tabella della nazionale. Faccio sia allenamento che palestra. Con la nazionale ci troviamo su pista al mercoledì.

Novembre e dicembre vacanza?
Quest’anno in particolare ho proprio avuto bisogno di staccare. Ho fatto un viaggio in Thailandia, al caldo, per ricaricarmi.

La tua vittoria più importante?
Il primo campionato italiano di ciclocross è stato indimenticabile. Nel 2011, a Roma. Poi naturalmente i campionati italiani ed europei di quest’anno. Non me l’aspettavo neanche io, a distanza di pochi giorni.

Ti piace più la strada o la pista?
Mi piaceva tantissimo il ciclocross, ma non si può far tutto. Pista e strada, è lo stesso.

Con il paese che rapporto mantieni?
Ottimo. Del resto frequento il quinto anno di Ragioneria a Pavullo. Quest’anno ho anche la maturità e sarà molto impegnativo.

Con le altre cicliste siete amiche?
Sì, è uno sport di squadra, ma certo c’è anche la competizione individuale. Il gruppo della nazionale dell’anno scorso è stato splendido.

Come sei messa con l’inglese?
Eh (ride), quello è un problema. Andrò a ripetizione. Lo imparerò anche sul campo.

Un tuo modello?
La Ferrand-Prevot, per la personalità. Non solo perché è forte e completa, ma anche perché mi piace come cura la sua immagine, senza perdere femminilità.

Anche tu hai cura della tua immagine?
Ci tengo, mi piace essere un po’ alla moda. Non vedo perché tralasciare questo aspetto durante l’attività agonistica. Se fai caso, le tenniste e le nuotatrici si curano molto.

Il tuo ragazzo è contento?
Sì, mi ha sempre appoggiato.

Con Luca Toni vi conoscete?
Sì, abita proprio dietro casa mia.

di Francesco Rossetti

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