“Sguardi Civici”, una mostra per raccontare il quartiere Sant’Agnese/Buon Pastore

Una città affiora dagli archivi e un’altra si afferma negli sguardi di oggi: tra queste due dimensioni complementari si colloca la nuova tappa di “Sguardi Civici”, il progetto realizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Modena che torna con una mostra dedicata al quartiere Sant’Agnese/Buon Pastore, nel quadrante sud-est della città. L’inaugurazione è in programma venerdì 9 ottobre alle 18 negli spazi della Galleria Coop all’ex Amcm, in via Sigonio 382, luogo a suo modo emblematico della recente trasformazione del comparto, dove la memoria industriale si coniuga con nuove residenze, spazi commerciali e culturali. Sguardi Civici è un progetto che si inserisce nell’ambito delle attività di Modena Città Creativa Unesco per le Media Arts. L’esposizione resterà visitabile fino al 9 gennaio 2027.

Dopo le precedenti edizioni dedicate ad altri quartieri, il progetto concentra ora l’attenzione sull’area che comprende i rioni Buon Pastore, Cucchiari, Morane, La Punta-Vaciglio e Araldi-Speri, offrendo una narrazione costruita attraverso fotografie d’archivio, campagne fotografiche contemporanee e materiali documentari. Il percorso mette in relazione il passato e il presente, con uno sguardo stratificato sulle trasformazioni urbane e sociali e sul contributo che questi territori hanno dato alla costruzione della città.

“Sguardi Civici” nasce con un duplice obiettivo: valorizzare il patrimonio conservato negli archivi cittadini e al tempo stesso attivare nuove forme di conoscenza attraverso la produzione di immagini contemporanee e la raccolta di fotografie di famiglia. Le immagini storiche esposte provengono dagli archivi della biblioteca Poletti, del Comune di Modena, della Fondazione Ago, della Provincia di Modena e di UniMoRe, mentre le nuove campagne fotografiche sono il risultato di una call pubblica dedicata alla fotografia urbana. Una selezione del materiale raccolto viene presentata in mostra, mentre l’intero corpus è consultabile sulla piattaforma digitale dedicata, che consente ricerche per luoghi, temi e parole chiave, offrendo agli utenti la possibilità di contribuire con ulteriori contenuti.

La seconda edizione del progetto, sviluppata con modalità analoghe a quella precedente dedicata al quartiere San Faustino, si concentra in particolare sul Novecento, il secolo in cui la periferia modenese prende forma a partire dall’abbattimento delle mura della città storica. Il racconto si articola in trenta schede, allestite su tavoli al centro dello spazio espositivo e corredate da fotografie storiche, che ricostruiscono le prime fasi insediative, le lottizzazioni, i piani urbanistici e i processi di crescita non solo urbana ma anche sociale ed economica. Ne emerge una lettura articolata del quartiere, che mette in evidenza alcune caratteristiche distintive: lo sviluppo di un artigianato automobilistico capace di radicarsi nel territorio e contribuire alla fama internazionale di Modena; una peculiare dimensione “borghese” dell’insediamento, in relazione con le attività produttive; la presenza significativa di scrittori ed editori che hanno trovato in questi luoghi un contesto fertile.

Figure come Francesco Guccini e Ugo Cornia, nati e cresciuti in quest’area, hanno ritratto nelle loro opere un’immagine potente di questo spazio urbano e umano, così come editori come Mucchi e Artioli hanno operato nel quartiere, accanto alla presenza, meno nota ma significativa, della prima sede della casa editrice Guanda in via del Gambero. Accanto a questi elementi, il racconto tocca anche luoghi ormai entrati nell’immaginario collettivo cittadino, come il Policlinico e la Città universitaria, la stazione delle ferrovie provinciali, il Parco della Resistenza con la torre dell’acquedotto dei BBPR e le Piramidi di Ada Defez, il Bosco Gianni Rodari di via Lazio, la Città dei Ragazzi e l’area dell’ex Amcm, scelta come sede espositiva.

Alle pareti della sala trovano spazio i lavori dei fotografi selezionati: Alex Tabellini, cofondatore dello spazio modenese dedicato alla fotografia contemporanea Sugar Paper, Angelo Camillieri, fotoreporter e giornalista con base a Bologna, Anna Adamo, di Milano, selezionata da CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia come membro del programma europeo Futures e il modenese Eugenio Carretti, ciascuno con un progetto che interpreta il territorio secondo una prospettiva originale. Tabellini indaga lo spazio tra alcuni luoghi simbolo del quartiere Morane: il parco della Resistenza, la torre dell’acquedotto e le Piramidi di Ada Defez, restituendo un paesaggio urbano fatto di relazioni e attraversamenti; Camillieri costruisce una narrazione parallela tra due luoghi diversissimi come il bosco Gianni Rodari, cresciuto spontaneamente nella zona di via Lazio, e il campus universitario con le facoltà di matematica e di fisica; Adamo si concentra sulla Casa delle Donne di Modena, luogo nato dalla storia del movimento femminista cittadino intriso di storie e generazioni, testimone di un percorso collettivo che si sviluppa dalla fine degli anni Settanta a oggi; Carretti propone un lavoro legato al camminare e all’osservazione delle zone residenziali sorte subito fuori le mura, in cui la fotografia diventa uno strumento per riappropriarsi dei luoghi attraversati.

A questi sguardi si affianca il contributo degli studenti della Città dei Ragazzi, coinvolti in un laboratorio fotografico che li ha portati a raccontare la propria esperienza quotidiana all’interno della scuola e degli spazi che frequentano. Gli scatti, realizzati dai ragazzi nell’arco di due mesi con il supporto di fotografi e docenti, sono stati successivamente stampati attraverso la tecnica della cianotipia, un procedimento ottocentesco che utilizza la luce solare e i sali di ferro per produrre immagini dal caratteristico colore blu. Le opere esposte regalano uno sguardo diretto e partecipato su un luogo centrale nella vita del quartiere.

Completa il percorso un monitor che propone una selezione di fotografie storiche e contemporanee e una serie di interviste a cittadini che hanno contribuito con le loro testimonianze alla costruzione del racconto. La mostra, ideata e realizzata da Silvia Sitton dell’Ufficio Storia Urbana del Comune di Modena, Francesco Fantoni e Rossella Ruggeri, con il contributo di Eugenio Carretti e Roberta Russo, si avvale della collaborazione di biblioteca Poletti, Archivio Storico Comunale, Fondazione Ago, Direzione tecnica di UniMoRe e del Quartiere 3. Un ringraziamento particolare è rivolto a Coop Alleanza 3.0 per la disponibilità degli spazi, ripensati da questo allestimento per renderli più vivi e aperti, e ai cittadini che, attraverso le loro fotografie di famiglia, hanno contribuito ad arricchire il patrimonio condiviso.

Un piccolo catalogo della mostra è scaricabile gratuitamente sul sito della casa editrice digitale del Comune di Modena Il Dondolo www.ildondolo.it

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