Inceneritore: sempre meno rifiuti di Modena, sempre più rifiuti degli altri

Inceneritore di via Cavazza a Modena: gli amministratori di Hera hanno escluso la chiusura anticipata, confermando un impegno decennale (ascolta qui l’intervista a Iacono, amministratore delegato del Gruppo Hera).

Ma, in campagna elettorale, il centrosinistra aveva promesso di chiuderlo entro il 2034.

Il Comitato Modena Salute e Ambiente denuncia il raddoppio dei rifiuti speciali (+120%), in arrivo anche da fuori provincia (24.847 tonnellate di rifiuti arrivano da Catania, a circa 1.200 km di strada!) e il pericolo per la salute dei cittadini. Ancora una volta si sottolinea come più i modenesi differenziano, più spazio si libera nel forno per i rifiuti degli altri, senza un tetto vincolante.

Per il Comitato lo scopo è chiaro: vendere capacità di incenerimento sul mercato e fare cassa, a vantaggio degli azionisti pubblici e privati di Hera

E i controlli restano indietro: i dati del gestore sul 2025 sono già pubblici, ma l’ultima valutazione di Arpae sul monitoraggio di aria e terreni attorno all’impianto, così come la sua sintesi annuale sul funzionamento, riguardano il 2023. E nel 2026 Arpae non ha ancora pubblicato
nessuna delle relazioni mensili che dedica a ogni report del gestore

Sentiamo Mauro Marverti del Comitato:

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