E’ in subbuglio il mondo della scuola, dopo che la Manovra di Bilancio –ancora, lo ricordiamo, non approvata- ha annunciato, per il prossimo anno, un taglio di 7mila unità tra professori e personale ATA.
Il Governo ha giustificato la scelta col calo demografico: se negli ultimi 10 anni il numero di docenti, tra titolari e supplenti, è cresciuto di 150mila unità, gli studenti sono calati dell’8%, significa 500mila ragazzi in meno nelle aule.
“Il calo demografico doveva essere l’occasione per tornare ad un numero “corretto” di alunni per classe: dal 2015 infatti le classi sono in deroga, con un numero di ragazzi decisamente superiore a quanto previsto dalla legge” dice Eleonora Verde della Cgil scuola, che sentiamo intervistata da Chiara Tassi:
Previsto per il 20 novembre un nuovo sciopero generale che coinvolgerà anche il mondo della scuola.



