DIG Festival è una manifestazione indipendente, i finanziamenti arrivano quasi esclusivamente da soggetti pubblici: nel 2026, da Regione Emilia-Romagna e Film Commission ER, Comune di Modena – City of Media Arts e Fondazione di Modena.
L’autrice del «DIG Watchdog 2026» – il cane da guardia simbolo del Festival che ogni anno si rinnova ed è sempre affidato a un artista diverso – è Mad Meg, eclettica artista francese che nei suoi disegni a inchiostro di china intreccia femminismo, decolonizzazione, ambientalismo e critica del capitalismo tecnologico, dai Patriarchs alle 58 femministe che reinterpretano la Scuola di Atene. L’artista esporrà le sue opere in una sorprendente mostra personale prodotta in esclusiva grazie alla collaborazione con Andrea Losavio e Galleria D406. La mostra dal titolo «L’abisso guarderà te (ATENEO DELLE DONNE)» sarà allestita nella Chiesa del Complesso San Paolo.
Sono previsti più di quaranta talk pubblici con ospiti di primo piano, nazionali e internazionali, alcuni dei quali organizzati in collaborazione con realtà del giornalismo mondiale come BBC, Pulitzer Center e Journalismfund. Ecco alcune delle voci di DIG 2026: Anna Foa, storica dell’età moderna, vincitrice della prima edizione del Premio Strega Saggistica con il suo libro Il Suicidio di Israele (Laterza, 2024), che ha dedicato gran parte della sua ricerca alla storia degli ebrei in Europa e alla memoria della Shoah; lo scrittore e giornalista Marco D’Eramo, autore di vari saggi di politica economica e sociale, tra cui Dominio. La guerra invisibile dei potenti contro i sudditi (Feltrinelli, 2020); Paola Caridi, giornalista e storica che si occupa da oltre vent’anni di storia politica contemporanea del mondo arabo, vincitrice del Premio Colomba d’Oro per la Pace e il Premio Kapuściński per la scrittura; Vinicio Capossela e Pierpaolo Capovilla, che intervengono sul rapporto fra arte e politica. Tra i numerosi giornalisti, il direttore di Altraeconomia Duccio Facchini, il direttore de il manifesto Andrea Fabozzi e quello del Fatto Quotidiano Marco Travaglio, l’ex direttore di Domani Stefano Feltri, e ancora Giorgio Mottola, Federica Tourn, Valerio Renzi, Elisabetta Tola, Christian Elia, Paolo Mondani, Lorenzo Bagnoli; lo scrittore e insegnante Christian Raimo, la scrittrice Veronica Raimo; Eva Galperin, direttrice per la Cybersecurity della Electronic Frontier Foundation; la Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sui Territori Palestinesi occupati, Francesca Albanese; Joanna Kao, responsabile del programma AI Accountability Network del Pulitzer Center; la costituzionalista Alessandra Algostino; Angelo Boccato, autore del libro L’ombra lunga dell’impero (Altraeconomia, 2026); Giulia Siviero, autrice del saggio Fare femminismo (Nottetempo, 2024); Chiara Alessi, scrittrice e saggista, che di recente ha pubblicato La sedia del sadico. Il design sul corpo delle donne (Laterza, 2026); Ilaria Favretto, docente a Kingston University di Londra; lo scrittore Valerio Monteventi; Daniel Adamson, produttore esecutivo e cofondatore di BBC Africa Eye; l’esperto di diritto penale nell’economia e consulente di pm e giudici Gian Gaetano Bellavia; Daniel Howden, managing director di Lighthouse Reports ed esperto di migrazioni; Leila Belhadj Mohamed, giornalista esperta di diritti umani e geopolitica dell’area SWANA; la reporter italiana, specializzata in aree di crisi e conflitti, Laura Silvia Battaglia; Emanuele Giordana e Giuliano Battiston, autori del libro Su due lati del confine. Rohingya, cronache di un popolo perseguitato (add editore, 2026); lo scrittore Adam Becker, giornalista scientifico e firma di New York Times, BBC, NPR e Scientific American.
Il talk Teheran, Doha, Sana’a, Riad: dentro la «scatola di fiammiferi» è realizzato con il supporto di Coop Alleanza 3.0, storico sostenitore del DIG Festival che ha confermato, per la seconda edizione consecutiva, il sostegno a quattro giovani giornalisti e giornaliste che raggiungono Modena dall’Italia e dall’estero. Grazie a questa iniziativa, DIG e la Cooperativa rendono accessibile la partecipazione al Festival a una nuova generazione di professionisti. I quattro giornalisti selezionati avranno la possibilità di partecipare a un evento formativo di riferimento per il settore e di incontrare alcuni dei più autorevoli protagonisti del giornalismo investigativo del panorama mondiale.
Tra i titoli fuori concorso è già sold out la proiezione speciale di Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor, in programma sabato 26 alle 21:00, con Alberto Nerazzini, Francesca Albanese e Maddalena Oliva. Il film, di forte impatto emotivo, raccoglie le testimonianze anonime di militari e agenti dell’intelligence israeliani sulle procedure di sorveglianza e bombardamento a Gaza. Ha, inoltre, vinto il Premio Speciale della Giuria alla Mostra del cinema di Venezia il 12 settembre scorso.
Cuore del programma cinematografico di DIG Festival 2026 sono i venticinque documentari finalisti dei DIG Awards, selezionati tra gli oltre 300 lavori arrivati con la open call da redazioni, broadcaster e produttori indipendenti di tutto il mondo. I premi saranno decisi dalla giuria internazionale di DIG, in cui siedono autori e produttori delle migliori testate del giornalismo di inchiesta e del documentario. L’Associazione DIG – ETS è orgogliosa di portare a Modena nella veste di Presidente della Giuria 2026 il regista croato Igor Bezinović, acclamato a livello internazionale per il suo documentario Fiume o morte! (2025), che ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti di critica ed è uscito vittorioso al Rotterdam International Film Festival e alla 38° edizione degli European Film Awards. Fiume o Morte! ricostruisce l’annessione forzata di Fiume all’Italia, servendosi di fotografie e filmati d’archivio, sequenze documentarie e rievocazioni storiche interpretate in gran parte dagli abitanti di Rijeka per raccontare il dominio fascista dal punto di vista degli occupati. Anche quest’anno la giuria internazionale sarà composta di giornalisti di spicco, tra i quali Manisha Ganguly, giornalista investigativa basata a Londra; Hoda Osman, giornalista investigativa di Arab Reporters for Investigative Journalism (ARIJ); Axel Björklund, responsabile di Uppdrag granskning (Mission Investigate), il programma d’inchiesta del servizio pubblico svedese SVT; James Kleinfeld, giornalista investigativo undercover e documentarista; Gabi Manuli, direttrice Progetti Speciali presso l’International Press Institute (IPI); Brigitte Alfter, nota giornalista e scrittrice tedesco-danese, esperta di giornalismo investigativo transnazionale, direttrice di Arena for Journalism in Europe; infine Marco Pettenello, sceneggiatore di film e documentari per il cinema, vincitore del David di Donatello nel 2021 con Lontano, Lontano.
Oltre ai DIG Awards delle cinque categorie video (Short, Reportage e Investigative Medium, Reportage e Investigative Long), la giuria DIG 2026 dovrà anche decidere il vincitore del DIG Pitch «Matteo Scanni», l’unico premio in denaro del Festival, con un contributo fino a 15mila euro a un documentario di inchiesta in fase di sviluppo o produzione. I team finalisti presenteranno i propri progetti in una sessione dal vivo aperta al pubblico la mattina di venerdì 25 settembre. La sessione si terrà al Teatro del Collegio San Carlo, dalle 9:00 alle 13:00, con il titolo La verità brucia ancora, sarà condotta da Susanne Reber e introdotta da Alberto Nerazzini. I team selezionati per la finale quest’anno sono nove.
Il programma è arricchito da quattro mostre esclusive. Oltre alla grande di Mad Meg, l’acclamata artista francese che ha realizzato il «DIG Watchdog 2026» – il cane da guardia simbolo del Festival che ogni anno si rinnova – prodotta in esclusiva grazie alla collaborazione con Andrea Losavio e Galleria D406, che sarà allestita nella Chiesa del Complesso San Paolo; la sede dell’Associazione DIG in via Santa Chiara, 14 ospiterà la mostra «TESTIMONI/02». Dopo il successo di «TESTIMONI/01», presentata nell’edizione 2025, il curatore Stefano Ricci, artista e docente, porta a Modena le opere delle studentesse e degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna che trasformano in immagini i racconti degli ospiti dell’ultimo Corso di Illustrazione. Nello Spazio Venturi, sala espositiva che affaccia sul chiostro dell’omonimo Istituto di Istruzione Superiore, la mostra in anteprima di ventitré tavole tratte dal graphic novel «Falasteen», edito da Round Robin e in uscita nel 2027. Grazie al lavoro di ricerca della Relatrice Speciale ONU sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati, sette illustratori di fama internazionale raccontano oltre cento anni di storia del popolo e della terra compresa tra il fiume Giordano e il mar Mediterraneo. Lo Spazio Franco, infine, ospiterà «Oracolo del dissenso», un progetto di info.nodes supportato da Civitates che traduce in veste grafica le paure e i desideri legati alla repressione del dissenso: tra simbolo e visione, il visitatore è invitato a un rito di lettura degli oracoli antico e nuovo insieme, in cui immaginare il potere significa anche sottrarvisi.
DIG ospiterà tre grandi serate di musica, con sei concerti in tutto, nella Chiesa di San Carlo. Venerdì 25 sarà protagonista una line-up eccezionale: la compositrice, sassofonista e musicista elettronica Laura Agnusdei, il compositore e cantautore Krano, vincitore del David di Donatello 2026 con il brano «Ti» contenuto nella colonna sonora del film Le città di pianura di Francesco Sossai, e Mai Mai Mai, il progetto audio/video dell’artista Toni Cutrone. Sabato 26 si terrà il doppio concerto nato dalla nuova collaborazione di DIG con il Modena Belcanto Festival, la rassegna del Teatro Comunale diretta dal Maestro Aldo Sisillo: l’artista statunitense Lisel, nome d’arte di Eliza Bagg, vocalist e compositrice formatasi sul repertorio polifonico rinascimentale e oggi tra le voci di riferimento della scena sperimentale internazionale, salirà sul palco dopo l’esecuzione di una composizione per soprano, due flauti, due clarinetti, pianoforte e quartetto d’archi del Maestro Mauro Montalbetti dedicata alla resistenza civile e scritta su testi del poeta Flaviano Pisanelli, ordinario di letteratura italiana all’Università di Montpellier. Domenica 27, infine, il concerto esclusivo del trio L’Antidote, una delle realtà più originali emerse negli ultimi anni nel panorama crossover tra jazz contemporaneo, musiche del Mediterraneo e scrittura d’autore, il miglior antidoto al rumore sporco del presente con cui chiudere la dodicesima edizione del Festival.




