Modena e le corse motoristiche, i campioni del passato e in generale la passione per i motori. Motori che spesso sono davvero “fenomenali”. Questo racconta una interessante mostra visitabile fino al 22 giugno presso la Chiesa di San Carlo e organizzata da Momenti di Maria Carafoli. Si intitola proprio così, “Motori Fenomenali”, e si propone di illustrare, attraverso i quadri del pittore modenese Alessandro Rasponi, il rapporto tra la nostra città e le corse automobilistiche negli anni dal 1920 al 1970. Corse che si tennero prima nel circuito cittadino, che vide protagonista nelle vesti di pilota lo stesso Enzo Ferrari, poi, dal 1950 al 1970 (‘76 per quanto riguarda le moto) nel nuovo aerautodromo, che fu denominato “piccola Indianapolis”. Un luogo frequentato dai grandi piloti dell’epoca, Villoresi, Fangio, Ascari, ma anche ad inizio anni ’70, prima della chiusura del circuito, da un personaggio come Clay Regazzoni.
La mostra propone una serie di opere che rappresentano il connubio tra Modena e le auto. La rappresentazione della nostra città, con i suoi monumenti, le sue strade, il suo famoso autodromo, fa infatti sia da sfondo alle gare che vi si sono svolte, sia da protagonista in quanto città che ha ospitato personalità e fabbriche a livello internazionale. “Sono scene immaginarie, nate comunque da una realtà, da tante fotografie, che riadattano la storia della nostra città e dei motori”, ha spiegato l’artista Alessandro Rasponi. “Sono rappresentazioni che sembrano vere, ma che in realtà sono anche frutto dei sogni di quelle persone che, come me, non hanno potuto ad esempio vedere all’opera Tazio Nuvolari. Io me lo sono immaginato mentre provava la sua Alfa Romeo lungo i viali di Modena prima della Mille Miglia. E’ una realtà surreale che spero davvero possa regalare emozioni a chi la osserva”.
Nelle opere esposte in mostra si vede una città che assiste assiepata sulle nuove tribune del circuito o dai balconi delle case della via Emilia (il nuovo autodromo venne costruito parallelo alla via Emilia), le avveniristiche strutture dei box con l’architettura degli anni Sessanta, Enzo Ferrari che parla ai suoi piloti prima della partenza. Per rivivere un’atmosfera di competizione estrema, la storia di una città che diventa così eccezionale e così famosa nel mondo, nei quadri di Rasponi compaiono i volti dei piloti, gli sguardi profondi dei costruttori, l’attenzione di un pubblico agli albori delle corse, quando le auto prima ancora che mezzo di trasporto, erano proprio “motori fenomenali” e attiravano l’attenzione per la loro assoluta velocità, mai raggiunta da nessun’altra invenzione.
Opere, tra l’altro, realizzate con una tecnica particolare, in cui spesso quattro quadri vanno a formarne uno. “Mi piace lavorare su cose di questo tipo o anche sui trittici – spiega l’artista – è una tecnica che è sempre in fase di evoluzione, quindi c’è l’aerografo, il carboncino, l’acrilico, velature di vernici, sfumature, spry. Si cerca di rappresentare quelle sfumature dettate dal tempo e del risultato finale, ad oggi, sono soddisfatto”.
Due interessanti sezioni dei quadri di Rasponi (oltre ai percorsi cittadini, alla mille miglia che passava da Modena nel percorso Roma-Brescia e ritorno e alle gare all’autodromo) sono costituiti dalle prime gare di velocità del miglio lanciato (1909 e 1910) e dalle prove sulle strade di campagna dove, prima della costruzione dell’autodromo (che serviva anche come pista di prova) i vari pionieri dell’automobilismo italiano (Stanguellini, Ferrari, Orsi) provavano i loro bolidi. L’Italia ancora agricola (su quelle strade bianche circolavano soltanto carri trainati da cavalli) incontrava (e spesso si scontrava) con il mondo nuovo dei motori accelerati.
La mostra “Motori Fenomenali” ospita anche due interessanti sezioni speciali. La prima è un “Omaggio a Don Sergio Mantovani. Il Cappellano dei piloti”, un’esposizione inedita di documenti, fotografie, testimonianze e cimeli appartenenti alla parrocchia e alla scuola materna parrocchiale SS Crocifisso – Santa Caterina, materiale che sarà poi destinato alla Fondazione ETS in via di costituzione. “La mia passione per i motori è nata proprio grazie a Don Sergio Mantovani, che me la trasmise parecchi anni fa”, racconta Alessandro Rasponi. “Io ci ho abbinato la passione per l’arte. Ho iniziato tantissimi anni fa con delle opere pubbliche al parco Ferrari, poi ho girato un pochino il mondo e adesso sono qui nella mia città, Modena, per questa mostra”.
La seconda sezione è invece “Evoluzioni – Studio sull’evoluzione dello stile dell’automobile”, dedicata all’esposizione di modellini di automobili sportive realizzate in ceramica smaltata dagli studenti delle classi 4ª e 5ª B dell’Istituto Venturi di Modena. L’allestimento dei modellini in ceramica è “a dimensione” di bambino. I modellini sono, infatti, collocati ad altezza “occhi” dei bambini, quasi fosse una parte di mostra dedicata a loro in particolare. Ricordiamo che la ceramica è una realtà produttiva, insieme ai motori, altrettanto rilevante nella Provincia di Modena. L’esposizione di questa parte vuole mettere in risalto la rilevanza produttiva ed economica dei due settori.
Come già ricordato all’inizio, la mostra “Motori Fenomenali” è visitabile fino al 22 giugno. Questi gli orari: da martedì a domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20. Chiuso il lunedì.



