La stagione del Teatro Comunale di Modena presenta un cartellone di dodici concerti con importanti complessi orchestrali e interpreti di provenienza nazionale e internazionale. Oltre a compagini quali la Filarmonica di Stoccarda, la Savaria Symphony Orchestra, l’Orchestra Mozart, la Filarmonica Toscanini, I Virtuosi Italiani, la Filarmonica del Teatro Comunale di Modena, anche nomi quali Daniele Gatti, Anna Rakitina, Anna Fedorova, Karen Gomyo, Anna Kravtchenko, Martin Rajna, Clayton Stephenson e Barry Douglas. Da segnalare alcuni eventi speciali in quanto a programmi musicali, Bach: Magnificat, con un programma natalizio per coro e orchestra interpretato da Lionel Meunier alla guida di Vox Luminis, il Concerto di Capodanno con la Filarmonica del Teatro, la Sinfonia ‘Risurrezione’ di Mahler diretta da Kent Nagano con la Filarmonica Arturo Toscanini e il Coro del Teatro Regio di Parma, e il Der Ring ohne Worte di Wagner interpretato da Teodor Currentzis con il complesso MusicAeterna. A gennaio il consueto appuntamento per il Giorno della Memoria presentato insieme agli Amici della Musica “Mario Pedrazzi” con musiche di Fabien Lévy.
Il Teatro propone come sempre una formula di abbonamento (9 concerti), disponibili dal 9 settembre e i biglietti ai singoli spettacoli in vendita dal 14 ottobre.
La Stagione si aprirà martedì 28 ottobre con la Savaria Symphony Orchestra, una delle realtà musicali più rappresentative dell’Ungheria, diretta da Kálmán Szennai. In programma, l’ouverture Il Coriolano e la Quarta sinfonia di Ludwig Van Beethoven e il Concerto per pianoforte e orchestra op. 54 di Robert Schumann interpretato da Anna Fedorova, pianista ucraina che si esibisce regolarmente in sale quali il Concertgebouw di Amsterdam, la Carnegie Hall e il Lincoln Center di New York, la Tonhalle di Zurigo e il Théâtre des Champs- Élysées di Parigi.
La Filarmonica del Teatro Comunale di Modena sarà presente con tre diversi appuntamenti. Domenica 9 novembre il suo direttore principale, Hirofumi Yoshida, presenterà un programma con la Quinta Sinfonia di Čajkovskij e il Concerto per violino e orchestra in re minore di Sibelius interpretato da Karen Gomyo, virtuosa oggi all’apice di un brillante successo internazionale. Il primo gennaio 2026 si terrà l’ormai tradizionale appuntamento del Teatro Comunale con il concerto in stile viennese e con celebri brani del repertorio di Capodanno. Protagonista, come sempre, l’orchestra del Teatro, guidata dal suo direttore principale. In programma si ascolteranno anche musiche di Joe Hisaishi, il più celebrato compositore di colonne sonore del cinema giapponese, noto per le sue tante collaborazioni con i registi Hayao Miyazaki e Takeshi Kitano. L’orchestra del Teatro Comunale tornerà il 15 gennaio per un importante concerto che affianca due pilastri del repertorio sinfonico, la Sinfonia Pastorale di Beethoven e la Sinfonia Patetica di Čajkovskij. Sul podio questa volta salirà Anna Rakitina, musicista nata a Mosca da padre ucraino e madre russa e fra le direttrici d’orchestra più entusiasmanti e richieste della sua generazione.
Venerdì 5 dicembre si ascolterà l’Orchestra Mozart diretta da Daniele Gatti, fra i più prestigiosi direttori d’orchestra al mondo. Nata a Bologna nel 2004 come progetto speciale dell’Accademia Filarmonica, l’Orchestra Mozart è una realtà d’eccellenza internazionale e unica nel panorama italiano. Claudio Abbado, suo fondatore e direttore artistico per dieci anni, ne ha costruito l’identità affiancando grandi solisti e prime parti di prestigiose orchestre a giovani talenti provenienti da ogni parte del mondo, promuovendo occasioni di incontro e di trasmissione di esperienze e conoscenze tra artisti di generazioni diverse. Daniele Gatti (in foto) ha ricoperto ruoli di rilievo presso realtà musicali come l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la Royal Philharmonic Orchestra, l’Orchestre National de France e la Royal Opera House di Londra. Per tre volte è stato insignito del Premio “Franco Abbiati” della critica musicale italiana come miglior direttore dell’anno; è Chevalier de la Légion d’honneur della Repubblica Francese e Grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana. Il programma del concerto prevede la Sinfonia in do di Stravinskij, la Sinfonia n. 92 in sol maggiore di Haydn e la Sinfonia “Classica” di Prokof’ev.
Il 21 dicembre il Teatro saluterà il periodo natalizio con un grande concerto per coro e orchestra interpretato da Vox Luminis e da Lionel Meunier nella doppia veste di direttore e basso solista. In programma Uns ist ein Kind geboren (ci è nato un bambino) di Telemann, ispirato alla profezia di Isaia e all’annuncio della Natività; Christen, ätzet diesen, una Cantata di J.S. Bach scritta per il giorno di Natale ed eseguita per la prima volta il giorno del 25 dicembre (probabilmente nel 1713) e il Magnificat BWV243a, sempre di Bach, canto di lode di Maria tratto dal Vangelo di Luca composto per i Vespri di Natale del 1723. Rinomato a livello internazionale come fondatore e direttore artistico del pluripremiato ensemble vocale belga Vox Luminis, Lionel Meunier è ampiamente considerato uno dei più dinamici e acclamati leader artistici nel campo della performance storica e della musica corale contemporanea. Nel 2019 è stato premiato con il Gramophone Award: Choral Recording of the Year.
Domenica 25 gennaio si terrà il consueto appuntamento con il Concerto della memoria e del dialogo organizzato in collaborazione con l’Associazione Amici della Musica “Mario Pedrazzi”. Il programma, diretto da Mattia Dattolo alla guida della WKO – Camerata degli Ammutinati, sarà con le musiche di un affermato compositore francese, Fabien Lévy, e affronterà il tema della Shoah attraverso riflessioni filosofiche e letterarie di Jean Améry, Eva Kor, Albert Camus, Jacques Derrida e Friedrich Nietzsche.
Il 7 febbraio sarà la volta di un evento speciale con la imponente Seconda Sinfonia “Risurrezione” di Mahler interpretata da Kent Nagano, fra i più noti direttori al mondo, alla guida della Filarmonica Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Regio di Parma. Composta tra il 1888 e il 1894, la partitura è una delle opere più grandiose di Gustav Mahler ed esprime in modo potente la sua visione filosofica sull’aldilà e sull’immortalità dell’anima. Articolata in cinque movimenti, affronta temi universali come la vita, la morte e la speranza nella resurrezione. Ai tre movimenti originari per sola orchestra, Mahler aggiunse successivamente due movimenti con interventi vocali, fino a culminare in un inno corale che esprime la rinascita spirituale.
Giovedì 12 febbraio un’imperdibile occasione di ascolto con l’orchestra musicAeterna, diretta da Teodor Currentzis, poliedrico artista rinomato in Europa e nel mondo, dalla Konzerthaus di Vienna alla Filarmonica di Berlino al Teatro alla Scala di Milano, che interpreterà Der Ring ohne Worte, sintesi orchestrale dell’epopea wagneriana Der Ring des Nibelungen. Realizzata nel 1987 da Lorin Maazel, l’opera ripercorre in circa un’ora di musica i temi principali del ciclo senza l’uso delle voci, esaltando la potenza della scrittura sinfonica. La selezione attraversa i momenti più celebri di Das Rheingold, Die Walküre, Siegfried e Götterdämmerung, offrendo una narrazione musicale continua e coinvolgente pensata per la sala da concerto.
Mercoledì 11 marzo saliranno sul palco del Teatro I Virtuosi Italiani diretti da Alberto Martini, con un programma che prevede due brevi sinfonie (K 81 in re maggiore di Mozart e “La Veneziana” di Salieri) e due concerti per pianoforte e orchestra (K 467 di Mozart e il Secondo di Beethoven). Solista al pianoforte sarà Anna Kravtchenko, interprete che vinse a soli 16 anni il Concorso Internazionale Ferruccio Busoni di Bolzano, uno dei più prestigiosi, e oggi di casa alla Philharmonie di Berlino, alla Goldener Saal del Musikverein di Vienna, al Concertgebouw di Amsterdam alla Salle Gaveau di Parigi e alla Wigmore Hall di Londra.
Il 14 aprile la Stuttgart Philharmonic Orchestra, diretta da Martin Rajna, presenterà il Carnival Overture di Dvořák, la Seconda Sinfonia di Brahms e il Primo Concerto di Čajkovskij con il giovane pianista Clayton Stephenson, giovane pianista newyorkese formato alla Juilliard School of Music ospite di orchestre e sale da concerto come l’Auditorium della Fondazione Louis Vuitton di Parigi, il BeethovenFest in Germania, la Weill Recital Hall e la Carnegie Hall. Martin Rajna è uno dei più promettenti giovani direttori d’orchestra ungheresi degli ultimi tempi, a soli 27 anni è stato nominato direttore principale dell’Opera di Stato ungherese (2023) e si esibisce regolarmente come direttore ospite con importanti orchestre in tutta Europa.
La stagione si concluderà il 29 aprile con il recital del pianista Barry Douglas, con un programma che comprende musiche di John Field, Franz Schubert, Ludwig van Beethoven e Sergej Prokofiev. Vincitore del Concorso Čajkovskij di Mosca nel 1986, Barry Douglas è oggi un interprete di fama internazionale. Nel 2021 è stato nominato Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico per il suo contributo alla musica.



