Una sirena antiaerea che lacera il silenzio. Inizia così “Prima che la luce”, l’installazione multimediale, realizzata dal videoartista Federico Sigillo per il progetto “Modena da 80 anni libera. Memorie che resistono” e inaugurata questa mattina all’interno dell’ex Albergo Diurno di piazza Mazzini alla presenza del sindaco Massimo Mezzetti e della coordinatrice del progetto, Irene Baraldi. Un’opera immersiva, della durata di circa venti minuti, che nasce dalle oltre 60 testimonianze raccolte nell’ambito del progetto ed esplora la memoria della Resistenza attraverso un linguaggio visivo e sonoro poetico, in cui la materia e la voce si intrecciano per dare forma a un’unica narrazione collettiva. Tra frammenti di luce, polvere e suono emergono oggetti semplici – una bicicletta, un fiore, un pezzo di pane, un paio di scarpe – simboli di libertà quotidiana in tempi di guerra. “Prima che la luce” restituisce così la memoria non come racconto monumentale, ma come atto vitale e condiviso, un respiro collettivo che continua a interrogare il presente sul significato della libertà e della resistenza oggi. L’installazione multimediale, realizzata da Sigillo con il contributo di Anouk Andrea Boni al video editing, Michele Ronchetti alla visual art e Andrej Cebski al sound design, sarà visibile fino al 2 dicembre.
Lanciato il 25 giugno di quest’anno, nell’ambito delle iniziative per l’80° della Liberazione e finanziato dalla Regione Emilia-Romagna, “Modena da 80 anni libera. Memorie che resistono” è il progetto partecipativo che il Comitato per la storia e le memorie del Comune di Modena ha promosso con l’obiettivo di raccogliere, conservare e valorizzare le storie, le memorie e le riflessioni della cittadinanza sulla Guerra e sulla Liberazione, intrecciandole con la storia nazionale. Sessantuno, complessivamente, le voci raccolte per un totale di 16 ore di registrazione, già da oggi disponibili online, oltre che fruibili integralmente all’interno dell’Ex Diurno. Sessantuno narrazioni che compongono un racconto corale che ha al centro le tante sfaccettature della nostra storia, le emozioni e le riflessioni tanto di testimoni diretti che delle nuove generazioni, spesso depositarie di racconti e memorie portatrici di quei valori di libertà, giustizia e coesione sociale che furono alla base della lotta di liberazione.
Così, presente e passato si intrecciano per guardare al futuro in una nuova memoria collettiva viva e coinvolgente, di cui la video installazione all’ex Diurno ci dà un primo assaggio, inaugurando le tante iniziative previste per il mese di novembre e realizzate con la collaborazione dell’Istituto Storico, dell’Anpi Modena, del Dipartimento di Studi linguistici e culturali di Università di Modena e Reggio Emilia e del Centro documentazione donna. Si inizia il 14 novembre alla Tenda alle ore 18.00, dove andrà in scena lo spettacolo teatrale “I cocci del mio cuore”, ispirato alle testimonianze raccolte nel progetto e curato da Donatella Allegro e Simone Francia. Mentre il 20 novembre alle 17.30, presso la Sala Giacomo Ulivi, si terrà l’incontro “Un archivio di voci per il futuro”, che offrirà un momento di confronto sul valore della memoria come atto collettivo e sulla partecipazione della comunità modenese. A chiudere il mese, il 28 novembre alle 18.00, sempre alla Sala Ulivi, l’appuntamento “Memorie e resistenze dal mondo”, che presenterà in anteprima il podcast di Matteo Cavezzali e Gianni Gozzoli, intrecciando voci, storie e testimonianze internazionali per riflettere su come il valore della libertà continui a ispirare le comunità di oggi.
Tutte le testimonianze registrate tra luglio e settembre nell’ambito del progetto “Modena da 80 anni libera”, dal 7 novembre saranno accessibili alla cittadinanza in un Archivio digitale all’interno del sistema informatico del Comune di Modena. Il progetto prevede anche una serie di interventi laboratoriali nelle scuole sul tema della trasmissione intergenerazionale della memoria che daranno vita a prodotti video di prossima pubblicazione sempre nell’Archivio digitale del progetto.



