Domenica 23 novembre alle ore 16.00 al Teatro Storchi di Modena va in scena “Il mostro di Belinda, metamorfosi di un racconto”: una produzione Societas insieme a Piccolo Teatro di Milano, Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani – Onlus e Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale nata da un’idea di Chiara Guidi, cofondatrice della Societas e il cui teatro si rivolge ai più piccoli per parlare agli adulti. La replica è audiodescritta per gli spettatori non e ipo vedenti, grazie alla collaborazione con Centro Diego Fabbri di Forlì nell’ambito del progetto Teatro No Limits. Con questo lavoro Chiara Guidi prosegue la sua pluriennale ricerca su infanzia e voce, un percorso che l’ha condotta a mettere a punto una vera e propria teoria secondo la quale “il teatro ha bisogno della forza rivoluzionaria dei bambini, perché attraverso di loro è possibile saltare nel vuoto che l’immaginazione del gioco spalanca; questo consente di mettere alla prova il linguaggio, e quindi porsi in ascolto di ciò che non c’è, ma c’è“.
La protagonista è Belinda, la più piccola della famiglia e, molto più delle sue sorelle, incarna una bellezza e una bontà straordinarie. Un giorno, però, la chiama a sé una mostruosa Bestia e lei, per amore, le risponde accettando di vedersi e parlare. Nonostante Belinda sia dunque dolce e buona, decide di confrontarsi con ciò che è profondamente brutto e cattivo: lo fa per salvare un uomo, suo padre, arrivando a rischiare la vita. Ecco allora che una parte di lei accoglierà la Bestia e viceversa: “Come ciò avvenga non si sa – scrive Chiara Guidi – ma è necessaria una lotta per andare dove qualcosa si nasconde e poter sentire in una voce un’altra voce. Un gioco di intrecciate moltiplicazioni e divisioni che supera la logica dei nomi per accogliere la logica di Amore, dove quei nomi si confondono”.
Una riflessione sul dualismo, proprio di ogni essere umano, tra bontà e cattiveria, bene e male. Non si tratta tuttavia di arrivare a una morale per insegnare qualcosa: come il gioco per i bambini, anche l’arte di Chiara Guidi non ha come fine ultimo la conoscenza, sebbene questa si sprigioni nello stesso atto creativo. Il teatro “non è mai un intrattenimento scenico – si legge nelle note della regista – né si rivolge al pubblico per informarlo. È un gesto che si pone il problema della meraviglia, non della comunicazione e cerca nel bambino la visione ideale di spettatore. L’infante esprime quella condizione primigenia dello sguardo che il teatro esige; è lo spettatore originario e originante”.
Biglietteria
Tel. 059 2136021 | biglietteria@emiliaromagnateatro.com
Aperta dal martedì al sabato ore 10.00 – 14.00; martedì e sabato anche ore 16.30-19.00
Vendita online: modena.emiliaromagnateatro.com | www.vivaticket.com
Biglietti: 10 / 8 €



