Caso Amo: la dipendente deve restituire 448mila euro

Caso Amo, l’agenzia per la mobilità di Modena dalle cui casse, una dipendente, avrebbe sottratto quasi 500mila euro: ieri il tribunale ha reso noto che la donna dovrà restituire 448mila euro, l’88% dei soldi pubblici sottratti.

Il giudice ha concesso la provvisoria esecuzione del Decreto ingiuntivo nei confronti dell’ex dipendente, poi licenziata per giusta causa e che avrebbe traghettato i soldi, tramite bonifico, dalle casse di Amo al suo conto corrente senza che nessuno, all’interno dell’ente, si accorgesse di nulla. La donna quindi dovrà restituire il denaro.

Esulta l’amministratore unico Andrea Bosi. Per recuperare la parte mancante di quanto sottratto, prelievi in contanti e altre operazioni, “sono in corso –fa sapere Bosi- interlocuzioni con gli ex amministratori di Amo in merito a potenziali azioni che potrebbero essere intraprese nei loro confronti». Vertici dell’agenzia che vedono in prima fila Stefano Reggianini, amministratore unico quando scoppiò il caso Amo, nonché segretario provinciale dal Pd, ruolo dal quale si dimise l’11 luglio.

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