È ormai sinonimo di figurina rara e ora all’immagine di Pier Luigi Pizzaballa della raccolta Calciatori 1963/64 della Panini viene riservato anche uno spazio speciale al Museo della Figurina di Modena. La novità rappresenta una delle iniziative del programma dei 20 anni del Museo, inaugurato nel dicembre del 2006, e sarà visibile con la riapertura al pubblico di mercoledì 18 febbraio. Fino a domenica 6 settembre, inoltre, l’istituto culturale gestito da Fondazione Ago presenta un omaggio a Giuseppe Panini a trent’anni dalla scomparsa. A lui, fondatore insieme ai fratelli dell’azienda modenese di figurine, infatti, si deve la nascita del Museo. Grazie alla sua lungimiranza, Panini comprese sin dagli inizi della raccolta il valore culturale di un mezzo ‘povero’ come la figurina, a tal punto da concepire la nascita di un museo costruito intorno ad essa. Egli raccolse non solo figurine prodotte dalla seconda metà dell’Ottocento, ma moltissimi altri materiali analoghi, nel tentativo di comprendere le origini e tutti gli aspetti ad essa legati e questa originalissima collezione, già diventata museo all’interno dell’azienda nel 1986, nel ‘92 fu donata al Comune di Modena. A partire dal 15 dicembre 2006, il Museo della Figurina è stato aperto al pubblico nella sede attuale di Palazzo Santa Margherita. In questi vent’anni il Museo ha raccontato la storia e l’evoluzione della figurina, tra tutela del patrimonio, ricerca e sperimentazione contemporanea. E tra le tante storie raccolte in Museo c’è anche quella della figurina di Pizzaballa: la figurina Panini del giovane portiere di riserva dell’Atalanta nel campionato di serie A del 1963/64, infatti, è divenuta nel tempo la figurina rara per definizione, come lo era il Feroce Saladino negli anni Trenta, perché per molti mesi fu davvero introvabile visto che venne stampata e diffusa solo in un secondo momento.
Il motivo? Quando il fotografo fece gli scatti ai giocatori, operazione che all’epoca non era certo così consueta come oggi, il portiere bergamasco era infortunato e ricoverato in ospedale a Brescia, dopo una partita di coppa, e la sua figurina, così, venne realizzata solo qualche mese dopo dando vita a una vera e propria leggenda e a un modo di dire: “Mi manca Pizzaballa!”. Lo racconta lo stesso calciatore, che oggi ha 86 anni, in una video intervista che accompagna l’esposizione della figurina in Museo e racconta la sua carriera tra Atalanta, Roma, Verona e ancora Atalanta, per poi dedicarsi al settore giovanile della squadra di Bergamo: il premio come miglior portiere italiano nel 1964/65, la Nazionale, la Coppa Italia vinta con l’Atalanta e quella con la Roma di Helenio Herrera, il Verona che batte il Milan nel mitico 5-3 del campionato 1972/73 che costò uno scudetto alla squadra di Rivera, e poi l’approdo in rossonero con Nereo Rocco e quindi il ritorno a Bergamo nella sua Atalanta dove ha chiuso la carriera dopo quasi 300 partite in serie A. “Questa storia dell’introvabile – racconta Pizzaballa – mi aveva anche un po’ scocciato: ogni volta che usciva la nuova raccolta si parlava di me più come figurina che come calciatore… Ma poi, nel corso degli anni, è diventato un modo per ricordare la mia carriera, anche ai più giovani. Quindi, grazie Panini!”.
Inoltre dal 15 maggio al 30 agosto, sempre nell’ambito delle iniziative per i 20 anni del museo, sarà visitabile la mostra “Figurati Modena”, nella quale verranno presentate una serie di illustrazioni su luoghi e personaggi della città. Un’esposizione realizzata in collaborazione con l’associazione cremonese Tapirulan, che diventerà un vero e proprio album di figurine, una raccolta rivolta a cittadini e turisti per guardare con occhi nuovi luoghi, storia, simboli e curiosità di Modena. Infine dal 18 settembre al 10 gennaio il Museo della Figurina presenterà la mostra “Pinocchio”, nell’ambito del Festivalfilosofia sul Caos.



