Mostre di Ago a ingresso libero la domenica di Pasqua. E c’è anche un “Ultima cena” fatta con l’IA

(foto di Rolando Paolo Guerzoni)

Un’Ultima cena come non l’abbiamo mai vista, rappresentata come se fosse stata fotografata dai testimoni dell’epoca. È una delle opere realizzate con l’Intelligenza Artificiale dall’artista Mishka Henner che si possono ammirare nella mostra di Fondazione Ago “Seeing is Believing. Vedere per credere” in corso a Palazzo Santa Margherita a Modena. Nel giorno di Pasqua, prima domenica del mese, l’ingresso è gratuito come a tutte le mostre di Fondazione Ago che aderisce all’iniziativa nazionale “Domenica al Museo”: a Palazzo Santa Margherita anche il Museo della Figurina, con l’omaggio a Giuseppe Panini “Collezionista di Passioni”; alla Palazzina dei Giardini ducali la personale di Alessandro Lupi “Così è, se ci appare”. Le mostre sono aperte con orario festivo, dalle 11 alle 19 a orario continuato, anche lunedì 6 aprile, mentre sabato 5 sono in programma visite guidate su prenotazione: alle 15 al Museo della Figurina, alle 16 alla mostra di Henner, alle 17 a quella di Lupi. Ci si prenota su agomodena.it.

La mostra di Henner, a cura di Chiara Dall’Olio, con 25 opere completamente inedite, propone una riflessione sulla fotografia nell’era dell’Intelligenza Artificiale che si sviluppa in quattro sezioni nelle quali il documento fotografico è utilizzato come mezzo per esplorare la contemporaneità e dove credibile non significa reale e tantomeno vero. Si parte dal linguaggio, dal tentativo di raccontare con le sole parole cos’è oggi la fotografia, per poi passare a due sezioni di immagini create con l’IA (fotografie di eventi biblici e di icone dei santi realizzate come fossero istantanee d’epoca) per chiudere il percorso con una visione contemplativa e immersiva della luce, la forma di energia indispensabile creatrice delle immagini, tanto sulla carta quanto sullo schermo. La rappresentazione dell’Ultima cena (“The Last Supper”) fa parte della sezione “The Relic. La reliquia” dove sono esposte immagini di episodi dell’Antico e del Nuovo testamento generate con l’IA combinando testo biblico, pittura medievale, ricerca archeologica e ricostruzioni storiche di abiti e paesaggi. Le opere sono state trattate per apparire come oggetti usurati dal tempo, autentiche Polaroid di migliaia di anni fa.

Il risultato è un’Ultima cena diversa dalle tante immagini della tradizione (in foto) che nei secoli hanno rappresentato il racconto dei Vangeli in cui Gesù si riunisce con gli Apostoli per celebrare insieme la Pasqua, prima di essere arrestato e poi crocifisso. I protagonisti non sono raffigurati frontalmente, siedono a terra, alla maniera dell’epoca, in un ambiente essenziale e stanno dialogando quasi in cerchio, senza solennità. Al centro piatti, bicchieri e semplice vasellame che l’artista ha creato combinando immagini provenienti da software specializzati nelle ricostruzioni archeologiche.

Tra le altre opere della serie ci sono la moglie di Lot trasformata in statua di sale con la distruzione di Sodoma sullo sfondo, il sacrificio di Isacco, l’approdo dell’Arca di Noe, l’abbandono della Torre di Babele. Sono fotografie impossibili, ma immagini credibili che generano straniamento nell’osservatore invitandolo a chiedersi perché le prove sembrino più persuasive quando appaiono antiche e quanto sia facile manipolare l’autorità visiva. Per Henner, infatti, “l’oggetto-reliquia diventa una lente per esaminare il nostro appetito di autenticità e il fragile confine tra fede in ciò che vediamo, finzione e documentazione fotografica”.

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