Non fece pagare una pentola e uno scolapasta: cassiera licenziata

Foto di Ty Feague su Unsplash

La società le aveva contestato la mancata registrazione alla cassa di due prodotti, uno scolapasta e una pentola wok, del valore di 30 euro, imputando alla stessa lavoratrice “di aver posto in essere – come testimoniano le immagini di videosorveglianza – per due volte consecutive lo stesso gesto, cioè portando gli oggetti verso di sé per non fare leggere il codice a barre. Gesto che avrebbe compito consapevolmente e con dolo, dato che “ha proseguito nella propria azione pur non sentendo alcun tipo di segnale acustico e pur non vedendo comparire sul proprio monitor l’inserimento dei beni nell’elenco degli acquisti”.

E questo, secondo i giudici, sarebbe confermato dai filmati di videosorveglianza. Solo al termine dell’operazione di cassa una volta chiuso lo scontrino, è intervenuto poi il vigilante che ha riscontrato l’omessa registrazione dei due articoli.

La cassiera ha quindi deciso di impugnare in Tribunale il provvedimento della società, ma nei giorni scorsi il giudice del lavoro Vincenzo Conte ha rigettato il suo ricorso, condannandola anche a 1.500 euro di spese legali.

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