Opera Aperta è la nuova Stagione di Emilia Romagna Teatro Fondazione / Teatro Nazionale, un titolo-dedica a Umberto Eco, a dieci anni dalla scomparsa. Opera Aperta, il saggio pionieristico del 1962 di Eco, diventa invito e orizzonte della progettualità 26/27. Per lo scrittore significa libertà di interpretazione per i lettori, per ERT segnala un teatro aperto, che mette in relazione poetiche, linguaggi, generazioni e pubblici diversi, riaffermando la pluralità come valore.
La Stagione 2026/2027 entra nel pieno della progettualità della Direzione generale di Natalia Di Iorio e della Direzione artistica di Elena Di Gioia. Si articola in cinque città e, da quest’anno, si amplia con l’apertura della nuova Sala Grande del Teatro delle Passioni di Modena, che si aggiunge alla Sala Piccola e completa il percorso di riqualificazione del complesso ex Enel avviato nel 2023. La nuova sala, realizzata nel rispetto del carattere storico e industriale dell’edificio, accoglie una platea in legno su piano inclinato con 210 poltrone, comprensive di posti dedicati a persone con disabilità e si avvale di un sistema tecnologico a induzione magnetica per spettatori con ipoacusia o sordità. Diventano così nove le sale complessivamente gestite da ERT: oltre al Teatro Storchi e il Teatro delle Passioni (Sala Grande e Sala Piccola) a Modena; il Teatro Arena del Sole, con la Sala Leo de Berardinis e Thierry Salmon, e il Teatro delle Moline a Bologna; il Teatro Bonci a Cesena; il Teatro Ermanno Fabbri a Vignola; il Teatro Dadà a Castelfranco Emilia.
39 spettacoli di cui 17 fra produzioni e coproduzioni (6 prime assolute e 1 prima italiana) e 22 ospitalità, in scena da ottobre a maggio.
L’apertura della stagione a Modena è idealmente integrata con quelle dei teatri di Bologna e Cesena, nel segno della nuova dimensione progettuale di ERT con due nuove importanti produzioni.
Al Teatro Storchi Le Baccanti di Euripide, nuova creazione del maestro greco Theodoros Terzopoulos per la prima volta in una versione al chiuso dopo il debutto estivo al Teatro Grande di Pompei e a Ostia Antica. Il Teatro delle Passioni inaugura la Sala Grande con la prima assoluta di Viaggio a Hong Kong con Sandro Lombardi, spettacolo che segna il ritorno a Modena di un’artista che ha con ERT un forte legame, Pascal Rambert.
Nel piano produttivo, tra i grandi della scena, Massimo Popolizio dirige e interpreta un fortunato testo di Alan Bennett, La pazzia di Re Giorgio, in un impegnativo allestimento con un ricco cast; Fausto Russo Alesi debutta con un classico della letteratura russa, Il cappotto di Gogol’. Nel rapporto tra teatro e letteratura si inseriscono Il delirio del particolare di Vitaliano Trevisan con Maria Paiato e la regia di Giorgio Sangati; John e Joe di Ágota Kristóf nell’interpretazione e regia di Manuela Mandracchia e Alvia Reale; Danio Manfredini che riallestisce per ERT Cinema Cielo.
Tra i debutti in prima assoluta di nuove produzioni e coproduzioni: Homo Sapiens LIVE SHOW prosegue la ricerca teatrale “tragicomica” di Mariano Dammacco e Serena Balivo; Nuda preghiera, lo spettacolo dal testo di Emilio Rentocchini, definito da Patrizia Valduga “il più grande poeta italiano contemporaneo” con Angela Malfitano e Paolo Musio diretti da Michelangelo Campanale; Notturno264 della giovane Anita Pomario che, dopo aver lavorato come interprete al cinema per Emma Dante, Giuseppe Fiorello e Valeria Golino, firma il suo esordio alla regia; e infine due lavori che guardano alle fasce più fragili, intrecciando creazione artistica e intervento sociale: Abisso e Potere. Macbeth in forma di Danza Tragica di Teatro dei Venti, nato da un percorso condiviso tra attori detenuti, professionisti e allievi della Compagnia, e Sette Opere – Primo quadro di Davide Iodice, il progetto partecipato ispirato all’opera Le sette opere di misericordia di Caravaggio.
Fra le voci originali del panorama teatrale italiano Niccolò Fettarappa con Orgasmo. Prosa dispiaciuta sulla fine del sesso, una satira distopica ambientata nel 2030, anno in cui l’Unione Europea avrebbe decretato l’“ultimo orgasmo” sulla Terra. Nella Sala Piccola delle Passioni Lazin’ on a sunny afternoon con gli attori di Arte e Salute diretti da Nicola Berti, storico collaboratore di Nanni Garella, regista e fondatore della Compagnia che festeggia quest’anno i 25 anni di attività.
Fra le ospitalità, le sale accolgono grandi narrazioni civili e storiche intorno a miti e figure che vengono reinterpretate. È il caso di Oscar di Antonio Latella ispirato al personaggio dell’immaginario pop Lady Oscar, interpretato da Sonia Bergamasco; Orlando furioso di Ludovico Ariosto, nell’adattamento teatrale di Davide Livermore con un cast prettamente femminile fra cui Anna Della Rosa, Linda Gennari, Mariangela Granelli, Laura Marinoni, passando per la scrittura goldoniana in Una delle ultime sere di Carnovale con la regia di Valerio Binasco con Natalino Balasso e Milva Marigliano, fino a Non si sa come, ultima opera compiuta di Luigi Pirandello con Franco Branciaroli diretto da Paolo Valerio. Sono classici che portano in scena una riscrittura contemporanea e che convivono con spettacoli più aderenti alla tradizione come Sabato, domenica e lunedì di Eduardo De Filippo nella regia di Luca De Fusco.
Grandi interpreti tra cui Anna Bonaiuto è protagonista de La vasca di Franco Marcoaldi diretta da Andrea Renzi, mentre Renato Carpentieri è interprete del dittico con la regia di Roberto Andò composto da L’ultimo nastro di Krapp di Samuel Beckett e Press conference di Harold Pinter. La scrittura di Stefano Massini è presente ne Lo Zar di cui è anche interprete e in Donna non rieducabile sull’assassinio di Anna Politkovskaja con Ottavia Piccolo. Tornano sui palchi di Modena Massimiliano Civica con il nuovo spettacolo Quinto: Non Uccidere ispirato al film Broken Lullaby di Ernst Lubitsch e lacasadargilla con Escaped Alone di Caryl Churchill, dopo il successo de L’amore del cuore della stessa autrice nella scorsa stagione.
Il mese di maggio è dedicato alla scena internazionale: in prima italiana Alaska. Uno spettacolo teatrale sulla ricerca della felicità in un mondo violento, spettacolo-manifesto del Mariupol Theatre of Ukraine in Exile e Reminiscencia del drammaturgo, regista e performer cileno Malicho Vaca Valenzuela, considerato una delle voci più originali e innovative della nuova scena teatrale latinoamericana.
Non manca il teatro musicale con Peppe Servillo e il Solis String Quartet che rendono omaggio a Renato Carosone in Carosonamente e la Compagnia Corrado Abbati che porta in scena Il Pipistrello. Operetta di Johann Strauss.
Nel segno della trasmissione come pratica attiva e generativa, rinnovando il dialogo tra nomi affermati ed emergenti, prende avvio, da ottobre a maggio, la nuova rassegna Infìnita – paesaggi della danza, che a novembre ospita il focus Istantedanza – Corpi, trasmissioni, visioni del presente, realizzato in collaborazione con Tavolo Regionale della Danza e ATER Fondazione, con il contributo di Regione Emilia-Romagna. Istantedanza a Modena si concentra in un intenso weekend dal 27 al 29 novembre: in calendario artisti dai linguaggi più contemporanei come CollettivO CineticO, che porta in scena lo storico spettacolo <age>, o Gruppo Ibrido / Artemis Danza che in AiAiAi Pinocchio! rilegge Collodi nell’era dell’intelligenza artificiale. In occasione dei 30 anni di attività della loro compagnia, Michele Abbondanza e Antonella Bertoni si affidano alla regia del duo Ginevra Panzetti ed Enrico Ticconi in Replica, nel segno della trasmissione dei saperi tra generazioni. Nell’ambito del focus anche due anteprime: la performance L’albero dei corvi [solo version], ispirato all’omonima opera di Caspar David Friedrich di Fabrizio Favale e 27 (Opera postuma), presentato insieme a Superstella, del giovane coreografo e danzatore Vittorio Pagani. La programmazione di Infìnita riprende a marzo con Virgilio Sieni in Ma a che serve la luce? / Le ceneri di Gramsci e un dittico dedicato al lavoro di Marco D’Agostin che presenta First Love e Best Regards.
A Modena anche gli esiti collegati a due corsi di Alta Formazione della Scuola di Teatro Iolanda Gazzerro di ERT: La luce che taglia (prologo del progetto Le sette opere di Misericordia), la mise en espace ideata e diretta da Davide Iodice e a HOUSE of PLAY, “Triage – Emergenze Drammaturgiche”, a cura de lacasadargilla.
La stagione guarda anche ai più piccoli e alle famiglie. Oltre al già citato AiAiAi Pinocchio! di Gruppo Ibrido / Artemis Danza, torna la coproduzione ERT Il principe Mezzanotte di Alessandro Serra, progetto site-specific e tout public. Confermata inoltre la rassegna La domenica non si va a scuola, il cui programma completo verrà reso noto a settembre insieme ad alcuni progetti speciali che completano la progettualità, coinvolgendo altre realtà culturali cittadine, nel rispetto della storia e del ruolo di ERT come teatro stabile pubblico nazionale
Con la presentazione della Stagione prende il via la Campagna Abbonamenti 2026/27. Il Botteghino del Teatro sarà aperto dal 18 al 20 giugno per la fase di prelazione dedicata agli abbonati a posto fisso. La sottoscrizione di nuovi abbonamenti, card e la scelta dei posti sarà possibile a partire da lunedì 22 giugno (giorno di apertura straordinaria dalle 10.00 alle 19.00). Vendita biglietti dei singoli spettacoli a partire dal 10 settembre.
Per ulteriori informazioni e approfondimenti modena.emiliaromagnateatro.com




