Sanità: crescono i tempi delle liste d’attesa

“Servono chiarimenti sul significativo peggioramento degli indici di performance sui tempi di attesa delle prestazioni sanitarie dall’Ausl di Modena”.

La richiesta arriva, con un’interrogazione alla giunta regionale, da Pietro Vignali (Forza Italia).

“Tra il mese di maggio fino alla prima metà di giugno – spiega il consigliere – si evidenzia un peggioramento significativo e generalizzato sui tempi delle prestazioni sanitarie erogate”. Specifica: “Si registrano crolli di performance in numerose prestazioni: per l’elettromiografia si registrano cali fino al 20-34% (con tempi mediani pari a 188 giorni), per la tac al torace la performance scende del 30-36% (con tempi fino a 308 giorni), per la tac all’addome indici sotto il 50% (con tempi mediani di 316 giorni)”. Aggiunge: “Anche le visite diabetologiche, otorinolaringoiatriche, dermatologiche e oculistiche sono in forte diminuzione”. Rimarca: “Persistono criticità organizzative, rigidità nella gestione delle agende e inefficienze che incidono sull’accesso dei cittadini alle prestazioni”.

Vignali vuole, quindi, sapere dalla giunta regionale “quali interventi urgenti intenda adottare per riportare le prestazioni sanitarie entro gli standard previsti dalla normativa in materia”. Chiede, poi, “se intenda intervenire sulla gestione delle agende, sulle liste di galleggiamento e sulle preliste per garantire trasparenza e reale accesso alle prestazioni”. Infine, vuole conoscere dall’esecutivo “quali misure siano previste per rafforzare l’offerta sanitaria al fine di ridurre strutturalmente le liste d’attesa”.

Marta Evangelista (FdI) ha chiesto invece alla Regione di fare chiarezza sui tempi di prenotazione degli esami nella sanità regionale e di quanti emiliano romagnoli devono eseguire esami fuori regione a causa dei lunghi tempi di attesa.

L’interrogazione fa riferimento in particolare ad esami diagnostici di tipo TAC, RMN e RX eseguiti fuori regione da pazienti residenti in Emilia-Romagna (con particolare riferimento alle strutture del Veneto) negli anni 2024, 2025 e nel primo semestre del 2026, a causa dell’impossibilità di prenotazione tempestiva nelle aziende sanitarie locali. Si chiede anche se l’Amministrazione ritenga equo e accettabile che, per soddisfare formalmente i parametri delle liste d’attesa, si obblighino pazienti anziani e disabili a lunghe trasferte, incentivando di fatto il ricorso forzato alla sanità privata a causa dell’inaccessibilità logistica delle strutture pubbliche assegnate.

Evangelisti vuole inoltre sapere quali indicatori o correttivi di prossimità geografica la Giunta intenda applicare nella gestione delle agende Cup per tutelare i pazienti non autosufficienti e fragili e se l’amministrazione regionale non ritenga opportuno rivedere i canali di prenotazione territoriale riattivando con urgenza i tavoli di accordo con Poste Italiane per potenziare i servizi Cup presso gli sportelli postali della regione, migliorando così la capillarità del servizio per i cittadini residenti nelle aree periferiche, montane o a minore densità abitativa.

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