Tangenziale bloccata per il corteo: la questione arriva a Roma

Manifestazione di vanerdì a Modena

Continua a far discutere l’invasione della tangenziale di Modena avvenuta venerdì intorno all’ora di pranzo da parte dei manifestanti del corteo a favore della flottilla: ora la questione arriva all’attenzione della politica nazionale.

Il corteo infatti avrebbe dovuto seguire –secondo quanto concordato con le autorità- un altro percorso. Sarebbe stato poi il segretario della Cgil Daniele Dieci, dal microfono del furgone che apriva il corteo, ad annunciare: “Andiamo in tangenziale, blocchiamo il traffico in tutte e due le direzioni (…). Qui noi dovremmo girare, invece andiamo dritto” e ancora “blocchiamo tutta la città, si deve vedere che questa cosa Modena la sa fare. (…) Mi raccomando –avrebbe continuato Dieci- c’è la responsabilità di tutti noi, di tutte noi, rispetto a quello che può succedere. Ci sono delle norme fasciste che impongono gli arresti, le denunce di fronte a dei blocchi stradali”.

Si, le norme ci sono: già dal 2018 la legge prevede infatti la reclusione da 1 a 6 anni per chi provoca un blocco stradale mediante deposizione o abbandono di oggetti, ma la fattispecie di blocco stradale effettuato con il proprio corpo (e quindi anche in caso di manifestazione) era fino all’anno scorso soggetta unicamente a sanzione amministrativa. Con l’entrata in vigore del decreto sicurezza ad aprile di quest’anno, poi, è stata attribuita rilevanza penale anche al blocco stradale o ferroviario effettuato con il proprio corpo. Si rischia fino ad un mese di reclusione se si agisce da soli; se il fatto è commesso da più persone riunite la reclusione può andare da 6 mesi a 2 anni.

“Secondo diverse ricostruzioni, – spiegano poi Piegiuglio Giacobazzi e Antonio Platis, rispettivamente segretario provinciale e vice coordinatore regionale di Forza Italia – le autorità avrebbero permesso e di fatto accordato l’invasione della tangenziale di Modena da parte dei manifestanti pro-Palestina. Un episodio che, per dinamica e implicazioni, non ha precedenti né a Modena né in altre città italiane teatro di cortei analoghi. La libertà di manifestare è un diritto, ma non può mai trasformarsi nel diritto di violare le regole comuni con il tacito consenso. Le affermazioni del segretario provinciale della CGIL Daniele Dieci vanno condannate da tutto l’arco costituzionale. In questa cornice appare surreale che, da domani, questa stessa gente possa sedersi ai tavoli istituzionali di contrattazione per chiedere tutele e diritti a uno Stato che hanno così platealmente oltraggiato.”

Il capogruppo di Forza Italia al Senato Maurizio Gasparri chiederà al Ministro dell’interno Piantedosi di fare piena luce sulla vicenda.

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