E’ di Polinago –sull’appennino modenese- il carabiniere che ha sparato ed ucciso, la notte di Capodanno, a Villa Verucchio, nel riminese, il 23enne egiziano che ha seminato il panico tra la folla accoltellando 5 persone. Uno dei 18enni aggredito ha un polmone perforato. Il militare, comandante per anni a Frassinoro, è ora indagato dalla procura di Rimini.
La legittima difesa non può e non deve essere messa in discussione quando si tratta di tutelare la vita di persone innocenti e di garantire la sicurezza pubblica. Così in una nota Roberto Bagnasco, capogruppo della Commissione Difesa.
L’egiziano, arrivato come irregolare due anni fa in Italia, era da allora ospite presso una cooperativa dalla quale riceveva un sussidio, vitto, alloggio e corsi di formazione, aveva in tasca un Corano e ha colpito a caso. Tutti i sindacati delle forze dell’ordine oggi si stanno esprimendo a favore di una maggiore tutela degli operatori in servizio che rischiano la vita o azioni penali e, da indagati, sono costretti a pagare di tasca propria avvocati difensori e periti.
Luca Falcitano, ufficiale di polizia locale e segretario del sindacato SULPL Emilia Romagna:



