Era il 6 giugno dell’anno scorso quando la ruota panoramica, gestita dalla famiglia Degli Innocenti, fu inaugurata in pompa magna dal sindaco Mezzetti che l’aveva presentata come un vero e proprio progetto per la riqualificazione dell’area del Novi Sad, una zona frequentata da spacciatori e piccoli malviventi.

Meno di due mesi dopo, in agosto, la ruota panoramica venne posta sotto sequestro dalla Procura di Torino insieme ad altre 600 giostre in tutta Italia perché mancavano documenti sulla omologazione.
Da allora l’attrazione, fortemente voluta dal sindaco Mezzetti come presidio per la sicurezza del Novi Sad e nonostante le diverse rassicurazioni che da più parti della giunta sono arrivate per una ripresa dell’attività, è sempre rimasta ferma ed ora sarà smontata definitivamente.
«Quella che era stata presentata come il primo tassello della riqualificazione di un’area in sofferenza si è trasformata, nel giro di pochi mesi, in un fallimento conclamato: sequestri, annunci, promesse di riapertura a Natale e, oggi, lo smantellamento definitivo» ha detto Luca Negrini, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale. «La realtà – prosegue Negrini – è che ancora una volta si è preferito puntare su iniziative spot e operazioni di facciata invece di affrontare in modo strutturale la questione della riqualificazione del Novi Sad».
Fratelli d’Italia presenterà un’interrogazione in Consiglio comunale per fare chiarezza su tutta la vicenda: «I cittadini – conclude Negrini –hanno il diritto di sapere quanto sia costata questa operazione ai modenesi».
Su quanto accaduto è intervenuto anche Modena Civica: “Lo scorso novembre il primo cittadino aveva risposto ad una nostra interrogazione assicurando che si stava lavorando per rimettere in funzione la ruota panoramica al parco Novi Sad attraverso l’emissione del codice identificativo da parte del Comune di Modena. Adesso, a distanza di più di quattro mesi scopriamo invece che l’attrazione verrà smantellata a breve – sottolineano la capogruppo e consigliera comunale Katia Parisi e il presidente Rosario Maragò, che aggiungono – “Sul Novi Sad e sul fronte sicurezza ci aspettiamo molto di più”.



