Payback sanitario: fiato sospeso per il comparto

foto © Elisabetta Baracchi e Serena Campanini da ufficio stampa CONFINDUSTRIA EMILIA Area Centro

Il pronunciamento della Corte Costituzionale sul payback sanitario tiene col fiato sospeso il comparto. Dopo alcune sentenze favorevoli del Tar, si sperava che la norma istituita dal Governo Renzi nel 2015 venisse cancellata. Ecco invece arrivare la doccia fredda per tutte le aziende del comparto biomedicale, incluso quello mirandolese.

In base alla norma le aziende fornitrici di materiali medico-sanitari, dispositivi e apparecchiature biomedicali sono chiamate a far fronte al deficit dei bilanci della sanità prodotti dalle Regioni a partecipare per il 50% al loro ripiano. Il tema non preoccupa solo le imprese più strutturate, ma anche le realtà artigiane, per cui la norma è inaccettabile e va modificata.

“Siamo stupiti dalla recente doppia sentenza della Corte Costituzionale che dichiara legittima la norma del payback. Precisiamo che, solo per la nostra Emilia Centro, per il triennio 2015-2018 le imprese dovranno versare decine e decine di milioni di euro. – ha detto il presidente di Confindustria Emilia Area Centro, Valter Caiumi – Ma il tema qui va oltre l’entità. È il principio base che sta nelle regole del mercato e dell’economia che è palesemente leso. Inconsapevolmente ci siamo ritrovati azionisti di un ente pubblico e compartecipiamo ai risultati solo negativi della sua gestione, senza aver avuto voce in capitolo. Questa norma va abrogata immediatamente e con effetto retroattivo. Chiediamo al governo uno sforzo distintivo per difendere i principi della nostra economia”.

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