La giovane vittima, poco più che ventenne, non era libera di uscire di casa, di cercarsi un lavoro, di avere contatti con il mondo esterno.
Fortunatamente la seguivano i servizi sociali, ai quali la giovane si era rivolta quando il padre le aveva prospettato di partire per un viaggio in Pakistan dove si sarebbe dovuto celebrato fisicamente il matrimonio.
Nel 2021 infatti la ragazza era stata costretta dal padre a contrarre matrimonio a distanza con un cugino, mai visto di persona e figlio di quello zio che la ventenne ritiene responsabile dell’omicidio della madre. Quando la ragazza ha tentato di opporsi al matrimonio, il padre l’ha minacciata dicendole che le sarebbe capitata la stessa sorte di Saman Abbas. A quel punto la giovane ha accettato il collocamento in una comunità.
Il padre era stato poi condannato a un anno e 11 mesi di reclusione per i maltrattamenti in famiglia di cui si era reso responsabile tra il 2008 e il 2023. La sentenza è diventata esecutiva e ieri i carabinieri si sono presentati alla porta della sua abitazione a Novellara per portarlo in carcere dove sconterà la sua pena.



