Considerazioni gialloblu: gli alti e bassi del Modena e la sfida allo Spezia

(foto Campanini-Baracchi)

Ancora una volta i soliti alti e bassi. Nel momento in cui sembrava aver intrapreso la strada giusta per guardare in alto, dopo la vittoria e soprattutto una delle prestazioni più convincenti in stagione contro il Mantova, il Modena ha fatto un netto passo indietro, perdendo male sul campo di una Sampdoria tutt’altro che trascendentale, nonostante i tanti rinforzi di gennaio, ma certamente più grintosa, decisa e “cattiva” degli uomini di Mandelli. Nelle ultime quattro partite i gialloblu sono passati dalla mediocre prova al Braglia contro il Frosinone in dieci, alle due gare piuttosto positive di Cremona e contro il Mantova e di nuovo ad una prestazione decisamente abulica come quella di Marassi. Questa miniserie ha confermato, se ce ne fosse ancora bisogno, un aspetto importante: il Modena gioca bene e riesce a fare anche risultato contro squadre che l’affrontano aperte e lasciano spazi, mentre è in enorme difficoltà e mostra una preoccupante lentezza e mancanza di idee, quando deve attaccare delle difese chiuse e organizzate. Contro la Sampdoria i canarini l’unica vera occasione l’hanno avuto quando si era ancora sullo 0-0 con Di Pardo, che si è trovato in area di rigore da posizione leggermente decentrata e ha calciato addosso al portiere, invece di provare a servire Caso messo molto meglio di lui. Subìto il gol, come era successo con il Mantova, nell’azione immediatamente successiva all’occasione mancata, la Sampdoria ha stretto maggiormente le maglie, è rimasta quasi sempre dietro la linea della palla e non ha faticato neppure un granché per controllare lo sterile palleggio dei gialli, incapaci di trovare qualche imbucata pericolosa. Questo pare essere il tema principale emerso nelle ultime partite: il Modena sembra non aver ancora trovato un vero gioco offensivo, con schemi o soluzioni che gli permettano di attaccare anche difese schierate. Forse, visto il recupero di alcuni giocatori che nell’era Bisoli erano infortunati o fuori forma, si potrebbe provare a tornare al 4-3-2-1 con un centrocampista in più e un centrale in meno, anche se il timore che la coperta possa essere troppo corta e che si rischi di tornare a prendere troppi gol è reale.

Intanto sabato al Braglia (inizio alle ore 15) arriva lo Spezia di Luca D’Angelo (tecnico che un paio di anni fa era stato dato anche tra i papabili per la panchina del Modena), una squadra che non pratica un calcio spettacolare, ma che è tosta, decisa e non molla mai (la rimonta di due gol in pieno recupero di domenica scorsa contro il Palermo ne è la più chiara dimostrazione). Gli aquilotti liguri sono quelli che in queste prime 25 giornate hanno perso di meno, soltanto due volte (in entrambi i casi in trasferta, sui campi di Bari e Palermo) e hanno subito di gran lunga meno gol, solo 17 contro i 21 del Pisa secondo in classifica e i 25 del Sassuolo capolista. Anche in avanti gli spezzini si fanno rispettare, con 40 reti all’attivo, sono il terzo attacco del torneo, a un solo gol dai toscani di Inzaghi, e per giunta sul mercato invernale si sono rinforzati con una punta di esperienza come Gianluca Lapadula, arrivato dal Cagliari. Ma i punti di forza dello Spezia, al di la della solidità difensiva e di una compattezza generale invidiabile, sono i due fratelli Esposito: il centrocampista Salvatore, classe 2000, miglior assistman della squadra con otto assist (ma anche cinque gol), e il giovanissimo attaccante Francesco Pio, classe 2005, e già a quota 12 reti in stagione. Una squadra di categoria, guidata da un allenatore che ha già dimostrato in passato di poter lottare per obiettivi importanti, e che sa sfruttare al meglio i calci piazzati, valore aggiunto fondamentale nel calcio moderno. Il Modena, nel quale mancherà probabilmente Di Pardo (per lui un problema alla coscia destra), dovrà affrontare la partita con coraggio e personalità, dovrà essere cioè quello visto contro il Pisa piuttosto che quello senza grandi idee di Genova. (in foto Fabio Gerli)

(di Giovanni Botti)

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