Al Museo Civico, l’Amazzonia in mostra tra storie, lotte e memorie

“Voci, saperi, patrimoni. Dall’Amazzonia al Museo” è il titolo della mostra che si inaugura sabato 6 dicembre alle 16.30 nel Lapidario Romano del Museo Civico, al piano terra del Palazzo dei Musei di largo Sant’Agostino. L’esposizione è il risultato tangibile di un percorso di collaborazione internazionale che unisce istituzioni culturali e accademiche italiane – il Museo Civico di Modena e il Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne dell’Università di Bologna – e i “Musei vivi” del Projeto Nova Cartografia Social da Amazônia, protagonisti di un’esperienza di ricerca, scambio e co-progettazione destinata a ridefinire il modo stesso di pensare un museo etnologico.

L’esposizione occupa due sale e si sviluppa come un percorso di ascolto, confronto e riconfigurazione dei saperi. La prima sala apre con la sezione “Ripensare il Museo” che affronta la storia delle raccolte etnologiche e la loro necessità di essere rilette alla luce delle voci provenienti dai territori da cui quegli oggetti provengono. Qui il Museo Civico sceglie di esporsi, assumendo un ruolo dialogico: non soltanto espone reperti, ma si mette in discussione, accoglie le riflessioni condivise dal gruppo di ricerca italo-brasiliano e riconosce l’urgenza, espressa dalle comunità amazzoniche, di tutelare i propri diritti in un contesto spesso minacciato da pressioni ambientali ed economiche. In questo quadro, l’auto-mappatura emerge come pratica essenziale: uno strumento attraverso cui le popolazioni indigene possono rappresentare sé stesse, monitorare i propri territori, tracciare i confini reali e simbolici della loro presenza, ridefinendo così la narrazione di luoghi troppo spesso raccontati da altri.

Accanto a questa riflessione, la sezione “Rimappare l’Amazzonia” presenta l’attività del Projeto Nova Cartografia Social da Amazônia, nato nel 2004 per sostenere, attraverso la diffusione dell’auto-cartografia, le rivendicazioni dei popoli e delle comunità tradizionali della regione. I laboratori di georeferenziazione svolti nel corso degli anni hanno permesso alle comunità indigene di monitorare in tempo reale i tentativi di invasione dei loro territori, affermando al contempo nuovi strumenti di consapevolezza e autodeterminazione. La mostra mette in luce questo lavoro corale, presentandolo come esempio di come la cartografia possa diventare una forma di lotta, di racconto e di tutela.

Se la prima sala apre uno spazio critico, la seconda si fa invece spazio di presenza viva. Dal 1° al 5 dicembre, gli esponenti dei “Musei vivi” – i Centri di scienze e saperi che custodiscono, in Amazzonia, la memoria e le pratiche di intere comunità – hanno lavorato fianco a fianco con il personale del Museo Civico per allestire la sala. Sono arrivati a Modena con le loro voci, i loro oggetti, le loro storie: e sono loro stessi ad aver scelto, disposto e raccontato gli elementi esposti, scrivendo le didascalie in tempo reale. Ne risulta un allestimento che rompe la rigidità delle teche museali per aprire uno spazio di incontro diretto tra pubblico e comunità, un luogo in cui il museo smette di essere un contenitore e diventa conversazione, relazione, scambio vivo.

L’intero progetto rappresenta un invito a interrogarsi sul ruolo del museo contemporaneo: non più luogo neutrale di conservazione, ma piattaforma di dialogo, di costruzione condivisa di significati, di riconoscimento reciproco. La presenza dei “Musei vivi” rende tangibile questa trasformazione e apre a nuove possibilità di ripensare il patrimonio etnologico al di là delle narrazioni e delle classificazioni che per lungo tempo hanno restituito identità costruite da altri.

All’inaugurazione, a ingresso libero, di domani, sabato 6 dicembre, intervengono l’assessore alla Cultura Andrea Bortolamasi e Luiz Filipe Maciel, in rappresentanza dell’Ambasciata del Brasile in Italia. Dopo il taglio del nastro, il pubblico potrà visitare la mostra e proseguire la serata con un brindisi presso il Bar Mosaico, accompagnato dalle musiche del gruppo italo-brasiliano Peixe do Coco.

Il dialogo con i “Musei vivi” prosegue anche nei giorni successivi. Domenica 7 e lunedì 8 dicembre i loro rappresentanti tornano nelle sale del Museo per esibirsi in canti e danze tradizionali e per condurre laboratori artigianali aperti ai visitatori, trasformando ancora una volta lo spazio museale in un luogo dinamico e profondamente umano.

Orari di apertura
martedì – venerdì ore 9 -12 e 15 – 18 sabato, domenica e festivi 10 – 19 Durante le festività natalizie: 24 dicembre 9 – 12 25 dicembre chiusa 26 dicembre 10 – 19 31 dicembre 9 – 12 1° gennaio 16 – 19 6 gennaio 10 – 19. Ingresso compreso nel costo del biglietto del Museo Civico, gratuito il giorno dell’inaugurazione e la prima domenica del mese.

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