Drammaturgo, regista e performer originario di Malaga, Alberto Cortés è una delle voci più promettenti della scena contemporanea. Dal 22 al 24 gennaio (giovedì e sabato ore 19.00, venerdì 20.30) è atteso in prima nazionale al Teatro delle Passioni di Modena con One night at the Golden Bar, l’opera che ha debuttato nel 2022 al Festival TNT di Terrasa. Nei suoi spettacoli convivono tenerezza e fragilità e uno sguardo politico feroce. Il titolo One night at the Golden Bar è un riferimento alla canzone La forza del destino del gruppo pop spagnolo degli anni Ottanta Mecano: «Il brano si trova nel disco Descanso domenical del 1988. La cassetta blu di questo disco e la voce di Ana Torroja mi hanno accompagnato durante tutta l’infanzia e l’adolescenza». In questo lavoro Alberto Cortés è accompagnato sul palco dal musicista César Barco Manrique. Lo spettacolo, intenso e viscerale, si presenta come una dichiarazione d’amore queer musicale, un’immersione nella vulnerabilità dell’essere umano e nella complessità del desiderio e dell’amore; Cortés intende infatti il palcoscenico come uno spazio del desiderio e della relazione romantica con lo spettatore.
Ambientata in un bar dorato, luogo sospeso tra sogno e realtà, la performance prende vita attraverso un linguaggio che unisce corpo, parola e musica. A partire dall’immaginario celeste legato alla figura dell’angelo, Cortés solleva diversi interrogativi: che tipo di mascolinità ci influenza? Quali identità vengono percepite come fragili, mostruose o inaccettabili? E quali ferite invisibili segnano i corpi che si rivelano nell’intimità della notte?
Con una scrittura libera e potente, questo lavoro mette in scena una riflessione sulla ricerca dell’amore, sui desideri inconfessabili, sui traumi irrisolti e sulle relazioni spezzate. L’estetica richiama le atmosfere pop degli anni ’80 e si confronta con emozioni crude e autentiche; sul pavimento si riversa oro liquido, simbolo del sangue, del dolore e della forza. Un riferimento sotterraneo ma centrale del testo è il Cantico dei Cantici, che Cortés riconosce come una fonte ricorrente nella propria scrittura. In One night at the Golden Bar l’ispirazione erotica e poetica del testo biblico riaffiora in più passaggi, alimentando una tensione che oscilla tra desiderio e perdita, e conferendo alla parola scenica una dimensione insieme carnale e sacra. One night at the Golden Bar è un’opera cruda e senza compromessi, dove la dolcezza cede il passo alla potenza dell’intimità e all’apparente fragilità. Come diceva Rilke: «Ogni angelo è terribile». Una notte, un bar dorato, un confronto, un abbordaggio… un tuffo nell’infinito.
L’opera di Alberto Cortés viene pubblicata per la prima volta in Italia nella collana Linea di Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale e Luca Sossella editore: il volume Le diaboliche parole raccoglie i testi L’Ardore, One night at the Golden Bar e Analphabet ed è stato tradotto da Teresa Vila. Linea è a cura di Sergio Lo Gatto e Debora Pietrobono.



