Con 73 film in programma – di cui ben 68 in anteprima e 21 prime mondiali – l’edizione 2025 del Biografilm si annuncia piena di stimoli per gli appassionati di cinema, e non solo. A guidarla, ancora una volta, Chiara Liberti e Massimo Benvegnù, che spiegano così la visione alla base del festival: “Vorremmo che il pubblico trovasse più domande che risposte, meno rassicurazioni e più voglia di comprendere l’altro da sé. Le storie che ospitiamo ci ricordano che siamo esseri umani, non pedine su una scacchiera”.
Ad aprire il festival venerdì 6 giugno al Pop Up Cinema Arlecchino è “2+2=5” di Raoul Peck, documentarista haitiano già acclamato a Cannes. Il film indaga le radici di 1984 di George Orwell, restituendone l’inquietante attualità con un montaggio potente e visionario. Domenica 15 giugno è invece “The Encampments” di Michael T. Workman e Kei Pritsker a chiuderlo, documentando le proteste studentesche pro-Gaza scoppiate nel 2024 alla Columbia University.
Nel mezzo, un’esplosione di voci, sguardi e prospettive. Dal cinema politico e sociale di “Comrades”, girato dalla polacca Joanna Janikowska su tre studenti universitari iscritti a Rifondazione comunista, al lirismo militante di “Dear Audience”, esordio di Enrico Baraldi della compagnia Kepler-452, che racconta la storia di due attrici ucraine rifugiate in Italia. E poi ancora “The End” di Joshua Oppenheimer – presente a Bologna – con Tilda Swinton nel cast, ambientato in un bunker di lusso dopo la fine del mondo.
Ampio spazio è riservato anche al cinema italiano, con 27 titoli in programma. Da non perdere anche “Radio Solaire – Radio Diffusion Rurale” di Federico Bacci e Francesco Eppesteingher, dedicato a Giorgio Lolli, tecnico bolognese che ha trascorso quarant’anni in Africa installando oltre 500 radio FM in aree rurali, dando voce a un intero continente.
Oltre alle storie, ci saranno anche i protagonisti: il festival accoglierà ospiti come Tom Quinn, produttore vincitore di sei Palme d’Oro consecutive, i torinesi fratelli registi De Serio, il musicista Cristiano Godano, i Modena City Ramblers, la banda Rulli Frulli, e assegnerà il “Celebration of Lives Award” a Maurizio Nichetti, cui è dedicato il film “Nichetti quantestorie” di Stefano Oddi.
La vocazione internazionale del Biografilm si riflette anche nei contenuti: si passerà dalle battaglie ambientali in America Latina (“De la guerre froide à la guerre verte”) all’accoglienza dei migranti in un villaggio polacco (“The Guest”), dal dating game dei single in Cina alla riflessione su etica e denaro dietro il suicidio assistito (“Life After”).
Il festival invade pacificamente la città con proiezioni in sei location: tra queste il Cinema Lumière, il capiente Pop Up Cinema Arlecchino, e il ‘nuovo’ Cinema Modernissimo. E anche quest’anno Biografilm si conferma green: è stato il primo festival cinematografico in Emilia-Romagna ad ottenere da Arpae l’attestazione ambientale, rinnovata anche nel 2024. Una coerenza tra forma e contenuto che è ormai marchio di fabbrica.
C’è anche il premio Hera “Nuovi Talenti” che va alla migliore opera prima o seconda, a conferma dell’attenzione per le nuove voci del cinema. Tutte le informazioni, il programma completo e le attività collaterali si trovano sul sito: www.biografilm.it.



