“Io sono solo e semplicemente un metteur en scene, al servizio totale degli autori del libretto e della musica. È già tutto in partitura, Puccini ha già detto tutto ed è proprio alle radici dell’opera di Puccini che miro, volendo far emergere le puntuali indicazioni che ci suggerisce la sua musica, la sua partitura. L’aspetto centrale di quest’opera credo che sia la poesia che la pervade: questa è l’emozione che vorrei far arrivare al pubblico”. Questo ci suggerisce a “gran voce” Leo Nucci, uno tra i più celebri e celebrati baritoni della scena mondiale che torna a Modena per la sua regia di Bohème di Giacomo Puccini, che venerdì 26 settembre (ore 20.00 con replica domenica 28 alle ore 15.30) sarà in scena al Teatro Comunale Pavarotti-Freni per il secondo appuntamento del Modena Belcanto Festival.
Sul podio salirà Aldo Sisillo per dirigere Claudia Pavone impegnata nel ruolo di Mimì accanto al Rodolfo di Galeano Salas, a Mariam Battistelli interprete di Musetta, mentre Sergio Vitale darà voce a Marcello, Gianluca Failla a Schaunard e Alberto Comes a Colline; i ruoli di Benoît e Alcindoro sono affidati a Tamon Inoue (già allievo dei corsi di alto perfezionamento del Teatro Comunale di Modena), il Sergente dei doganieri a Luca Marcheselli, il Doganiere a Gianluca Ercoli e il venditore di prugne sarà Luca Fragnito. Scene di Carlo Centolavigna, costumi di Artemio Cabassi, luci di Claudio Schmid. Filarmonica e Voci Bianche del Teatro Comunale di Modena, Coro Lirico di Modena (Maestro del Coro Giovanni Farina, Maestro del Coro di Voci Bianche Paolo Gattolin).
Venerdì 26 settembre, alle ore 18, nella Sala del Ridotto del Teatro Comunale, ci sarà Introduzione all’ascolto de La Bohème a cura di Alberto Mattioli organizzato in collaborazione con gli Amici dei Teatri Modenesi
La Bohème ha il sostegno del Consorzio Terre del Balsamico che, in occasione della sua rappresentazione, aprirà le acetaie al pubblico. “Acetaie Aperte”, organizzata dal Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP e dal Consorzio Terre del Balsamico, è una manifestazione giunta alla ventitreesima edizione e consolidata nel panorama degli eventi promozionali del territorio modenese.
La Bohème racconta la giovinezza come un intreccio di entusiasmo e fragilità. L’opera, ambientata nel Quartiere Latino di Parigi, si apre e si chiude in una soffitta: inizia sotto il segno dell’amore e termina con la morte. Puccini la compose a trentacinque anni, quando già percepiva che la stagione della gioventù stava sfuggendo. Nei personaggi di Rodolfo e Marcello trasferì tratti del proprio carattere e delle esperienze personali, come testimoniano le sue lettere di quegli anni.
Il libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, tratto dal romanzo Scènes de la vie de bohème di Henry Murger, mette insieme una serie di episodi e bozzetti in una sequenza di quattro quadri che legano la vicenda amorosa di Mimì e Rodolfo alla relazione più leggera tra Musetta e Marcello. Ne risulta un racconto ricco di situazioni teatrali, che Puccini traduce in musica con grande libertà espressiva.
L’opera, presentata a Torino nel 1896 sotto la direzione di Arturo Toscanini, fu inizialmente accolta con freddezza dalla critica, ma conquistò presto il pubblico e divenne uno dei titoli più popolari del repertorio. La sua forza non risiede nell’azione, che rimane esile, bensì nella capacità della musica di dare voce alle emozioni dei personaggi, alternando leggerezza e malinconia, ironia e tragedia.
La Bohème è un affresco di vita precaria e giovanile, dove l’umorismo maschera la disperazione e dove la commedia convive con la morte. Questa miscela di quotidiano e tragico, restituita con una scrittura musicale fluida e moderna, ha garantito all’opera una vitalità che resiste intatta fino a oggi.



