Mostre: ultimi giorni per “Visioni necessarie” alla Palazzina dei Giardini

(foto di Rolando Paolo Guerzoni)

Sono gli ultimi giorni in cui è possibile visitare la mostra che, alla Palazzina dei Giardini ducali di Modena, propone oltre 60 opere che offrono un panorama della fotografia contemporanea italiana al femminile. Si conclude domenica 23 agosto, infatti, “Visioni necessarie. Fotografe italiane nelle collezioni di Fondazione Ago” che, a cura di Chiara Dall’Olio e Daniele De Luigi, presenta i lavori di 32 autrici: una pluralità di sguardi e sensibilità che ha contribuito in modo decisivo alla costruzione del nostro immaginario. Fino a domenica la mostra si può visitare tutti i giorni dalle 15 alle 19. Ingresso: 10 euro (ridotto 5 euro), con agevolazione per i residenti in provincia di Modena (7 euro). Ingresso ridotto anche per chi ha il biglietto del Museo della Figurina.

Con stili e i linguaggi diversi, in mostra si raccontano denunce sociali, viene rappresentato il paesaggio contemporaneo, si propongono ritratti, si descrivono le metamorfosi dello spazio urbano e ci si sofferma sulle contraddizioni della vita quotidiana interpretate fuori da ogni stereotipo. Tra le opere, accanto ad alcune riscoperte, ci sono anche 24 nuove acquisizioni di otto artiste nell’ambito del progetto sostenuto dal PAC2025 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

Tra le otto artiste, insieme a Letizia Battaglia, Lisetta Carmi, Gea Casolaro, Carla Cerati, Daniela Comani, Luisa Lambri e Ottonella Mocellin, c’è anche Paola Di Bello, napoletana d’origine ma milanese d’adozione, con due fotografie della serie “Rear Window.

Quella dedicata a New York, che rappresenta un angolo della città nei pressi di Washington Square (“Casa Lorenzo”), la racconta De Luigi sui social svelando il segreto che racchiude e che, a un primo sguardo, può sfuggire. La scena, con gli edifici, infatti, è illuminata sia dalla luce diurna che dalle luci artificiali notturne creando un effetto particolare. È stata creata nel 2012 con una doppia esposizione realizzata con una macchina fotografica analogica: una notturna e una diurna, sovrapposte, che creano uno straniamento provocato dalle luci naturali e artificiali coesistenti.

La fotografia – spiega De Luigirompe gli schemi classici della ripresa fotografica: non vediamo la realtà come appare ai nostri occhi, ma vediamo insieme due momenti distinti e quindi in qualche modo questa immagine ci fa guardare il mondo in un modo diverso, ci fa riflettere su come, attraverso la fotografia, noi guardiamo e percepiamo la realtà”.

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