Dopo la partenza, sabato 18 ottobre, della stagione del Teatro delle Passioni (ne parliamo a pagina 14), domani, giovedì 23, alle 20,30, prende il via anche il cartellone dello Storchi. In scena, con repliche venerdì 24, sempre allo stesso orario, sabato 25 alle ore 19 e domenica 26 alle 16 (in questo caso sarà audio-descritta per permettere alle persone non e ipovedenti di assistere alla messinscena, grazie alla collaborazione con Centro Diego Fabbri di Forlì), uno dei grandi del teatro italiano, Umberto Orsini, che con la regia di un altro maestro del nostro teatro, Massimo Popolizio, proporrà “Prima del Temporale”, ispirato al testo autobiografico dello stesso Orsini “Sold Out” del 2019.
Nella mezz’ora che lo separa dall’entrare in scena per recitare da protagonista nel “Temporale” di Strindberg, un vecchio attore si ritrova a rivivere alcuni momenti del passato. La colonna sonora della realtà di un teatro che si sta animando fuori dal suo camerino diventa il pretesto per dialogare con i fantasmi che arrivano da lontano, in un mescolarsi senza logica temporale dove un suono ne evoca un altro, una risata riporta a un momento di gioia, un lungo silenzio a una perdita lontana nel tempo.
“Il titolo ‘Prima del Temporale’ – dice Umberto Orsini – testimonia un progetto che da tempo avevo in mente: allestire ‘Temporale’ di Strindberg con la regia di Massimo e nove interpreti, progetto azzerato dallo scoppio della pandemia di Covid. Massimo allora mi ha spinto a raccontarmi, prendendo spunto dal mio libro, ma riflettendo anche su episodi che in parte non sono nel libro, raccontandomi e dialogando con due figure tipiche del mondo teatrale, la sarta di compagnia e un addetto del teatro”.
Massimo Popolizio si è avvicinato alla figura dell’attore con la delicatezza con cui si cerca di svelare dei segreti che vogliono comunque restare misteriosi e offrire un ritratto di artista che si stacchi da ogni intento celebrativo.
“Siamo in una città qualunque – commenta Massimo Popolizio – prima dell’ultima replica del testo di Strindberg in una situazione bernhardiana. È la storia di un ragazzo italiano che, negli anni Cinquanta, parte dalla provincia con pochi soldi e arriva nella grande città, Roma, con il sogno di iscriversi all’Accademia d’Arte Drammatica e, nonostante il marcato accento novarese, viene accettato”.
Orsini tocca alcuni momenti della sua vita, gli amici, la compagna Rossella Falk e alcune battute dei suoi spettacoli più riusciti fra cui “Copenaghen”, coprodotto da ERT nel 1999 e che lo ha visto sul palco proprio insieme a Massimo Popolizio. In una scenografia dal forte impatto evocativo, dove il suono e le immagini creano un dialogo immaginario con il protagonista, si assiste al lungo viaggio verso quel “Temporale” che viene vissuto come un’ultima meta.



