Vigilia di Ferragosto con i “Ricordi” di Beppe Zagaglia

(foto da ufficio stampa Comune di Modena)

La vigilia di Ferragosto, a Modena, ha ormai il suo appuntamento fisso: quello con Beppe Zagaglia e con le storie, le immagini e gli aneddoti di una città che attraverso i suoi racconti torna a guardarsi indietro, a riconoscersi e, spesso, a sorridere di sé stessa. Venerdì 14 agosto alle 21, al Teatro Tempio di viale Caduti in Guerra 192, torna infatti la tradizionale serata estiva ideata e condotta dal fotografo e narratore modenese, che quest’anno s’intitola semplicemente “Ricordi”. L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti. Per partecipare è obbligatoria la prenotazione al numero 375 6827208 oppure scrivendo all’indirizzo associazionetempio@gmail.com.

Promosso dall’associazione culturale Tempio, l’appuntamento rinnova una consuetudine che da decenni accompagna l’estate modenese e che ha in Zagaglia uno dei suoi narratori più affezionati e riconoscibili. Sul palco, insieme a lui, ci saranno Ludovico Arginelli, Claudio Camola, Dino Fiorini, Vittorino Giusti, Claudio Messori, Roberta Morini e Sauro Torricelli (in arte Sandrone), per una serata nella quale racconti, immagini, personaggi e vicende della città offriranno lo spunto per un viaggio nella memoria modenese, godendo – particolare non trascurabile in questo periodo di caldo torrido – di un luogo “climatizzato”.

I “ricordi” di Zagaglia non sono soltanto fotografie del passato da osservare con nostalgia: sono soprattutto storie di persone, luoghi, abitudini, incontri e trasformazioni. Sono frammenti della vita quotidiana che, attraverso il racconto, tornano a farsi presenti e restituiscono l’immagine di una Modena che nel tempo è profondamente cambiata, senza perdere del tutto i tratti che la rendono riconoscibile.

Da decenni Beppe Zagaglia raccoglie e conserva questa memoria con la macchina fotografica, ma anche con la parola, l’ironia e la capacità di ascoltare. Nato a Modena nel 1933, oggi novantaduenne, ama definirsi, con la consueta ironia, “un fotografo dilettante, ma anche un po’ professionista”. Una definizione scherzosa dietro la quale c’è una passione autentica e inesauribile per la fotografia e per la narrazione della città, coltivata per tutta la vita e condivisa con generosità attraverso libri, mostre, incontri e serate pubbliche.

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