Ha inaugurato il 21 maggio e proseguirà fino al 2 agosto presso la Biblioteca Estense Universitaria, la mostra “Francesco Petrarca, Modena e l’Italia. Territori dell’anima e del mondo”, che prende spunto dalla recente ricorrenza dei 650 anni dalla morte di Francesco Petrarca (19 luglio 1374), il primo intellettuale cosmopolita che ha lasciato un segno indelebile sulla coscienza dell’Europa. Se da un lato il racconto dell’io dei “Rerum vulgarium fragmenta” era destinato a diventare un modello di poesia per l’Europa, dall’altro il sistema di pensiero filologico e filosofico petrarchesco, affidato alla preponderante produzione latina di precocissima fortuna, plasmò le generazioni degli intellettuali che vivevano il sogno dell’Umanesimo di fondare i valori di una civiltà attraverso una parola rinata e rinnovata alla luce di un continuo dialogo con i classici da far vivere e operare nel presente. I manoscritti autografi del Petrarca volgare e latino conobbero ben presto un’ampia diffusione manoscritta e a stampa. Tuttavia, le opere del poeta aretino uscirono dai confini del testo letterario per aprirsi ad altri linguaggi, dialogando con altri saperi, quello musicale e figurativo in primis. La città di Modena che ha espresso, nella sua storia culturale, figure intellettuali di tutta centralità per l’attività esegetica e filologica sui testi petrarcheschi, come Lodovico Castelvetro, Alessandro Tassoni e Lodovico Antonio Muratori, offre, nelle sue prestigiose istituzioni culturali, preziosi documenti e testimonianze letterarie e iconografiche della polifonica ricezione petrarchesca che trovò nel Ducato Estense una delle sue voci più originali.
Per tali ragioni, si è scelto di unire in un unico e organico percorso narrativo, presentato nelle rispettive sedi, i materiali conservati nella Biblioteca Estense Universitaria, nella Galleria Estense e nell’Archivio di Stato di Modena, che raccontano coralmente la variegata fortuna del poeta che seppe guardare ai territori dell’anima e del mondo.
Nella Sala Campori della Biblioteca Estense saranno esposti circa 50 pezzi, tra manoscritti, incunaboli e libri antichi, scelti all’interno del ricco patrimonio estense, che coprono un arco temporale che parte dal XV fino al XVIII secolo. Tra questi il manoscritto It. 103=alfa.W.9.25, sec. XV, che trasmette il testo dei “Trionfi”, accompagnandolo con ricche miniature all’inizio di ogni trionfo e l’incunabolo (alfa.C.4.15) stampato a Venezia nel 1478 che reca i testi del “Canzoniere” e dei “Trionfi”, accompagnati dai commenti. I pezzi che non hanno avuto la possibilità di essere inseriti nel percorso “fisico” della mostra troveranno spazio nella parallela mostra virtuale, accessibile tramite un Qr code, inquadrando il quale si avrà accesso a contenuti extra. Tra questi possiamo citare a titolo esemplificativo approfondimenti riguardanti la vita di Petrarca, le sue opere, i collegamenti alle digitalizzazioni integrali disponibili nella Estense Digital Library (EDL) per molti dei testi esposti.
Il percorso, poi, prosegue in Galleria Estense, dove sono stati selezionati alcuni dipinti, come “Giustizia e Pace” di Palma il Giovane (1620), nei quali hanno trovato manifestazione visiva tematiche petrarchesche: appositi pannelli ne indicheranno la presenza, oltre a fornire informazioni in proposito. L’ultima tappa della narrazione petrarchesca si svolge in Archivio di Stato di Modena, dove la riflessione sulla fortuna delle opere, della lingua e della cultura di Francesco Petrarca segue due brevi percorsi, alternativi ma complementari, sullo sfondo del Ducato Estense.
In tal modo si chiude un cerchio, che vede attiva e operosa la collaborazione tra Istituti del Ministero della Cultura, le Gallerie Estensi e l’Archivio di Stato di Modena, sia sul piano scientifico che su quello conservativo. Infatti, l’Archivio di Stato con il suo Laboratorio di Legatoria e Restauro ha permesso il restauro di tre volumi, esposti poi in occasione della mostra in Biblioteca Estense.



