Ogni volta che arriva giugno, Bologna si trasforma in una capitale internazionale del cinema d’autore: dal 5 al 15 giugno torna il Biografilm, a fine mese il Cinema Ritrovato.
Quest’anno il Biografilm – che si concentra come sempre sul cinema documentario e i racconti del reale, propone 64 film, provenienti da 34 Paesi, con ben 16 anteprime mondiali. Numerosi gli ospiti: tra i tanti, anche Milena Vukotic, Rula Jebreal, Ron Moss, Milo De Angelis e, ovviamente registi, scrittori e musicisti provenienti da tutto il mondo.
Alla direzione, ancora una volta, Chiara Liberti e Massimo Benvegnù, che scelgono per questa edizione un tema tanto essenziale quanto complesso: “Umanità: singolo plurale”. Un’espressione che suona quasi come un ossimoro e che invece racchiude il cuore del programma, invitando a guardare oltre la dimensione individuale per interrogarsi su ciò che oggi significa essere parte di una comunità globale.
Il festival si muove tra storie che parlano di resistenza, trauma, attivismo e trasformazione. Ci sono le immagini di una mobilitazione civile che diventa simbolo collettivo, come in “Everybody to Kenmure Street”; il racconto intimo e doloroso di una donna segnata dalla violenza in “Little Sinner”; la voce accesa dell’attivista irachena Tamara Amer in “Burning Voice”; e ancora il percorso politico del giovane armeno Shahen Harutyunyan, osservato nel pieno della sua ascesa.
L’edizione 2026 viene dedicata a Frederick Wiseman e Giorgio Gosetti, recentemente scomparsi: due modi diversi, ugualmente profondi, di intendere il cinema come strumento di conoscenza e responsabilità. Il loro lascito attraversa idealmente l’intero programma, che continua a interrogarsi sul rapporto tra immagini e realtà.
Ad aprire il festival, il 5 giugno, sarà “Broken English” di Jane Pollard e Iain Forsyth, ritratto anticonvenzionale di Marianne Faithfull, mentre la serata conclusiva del 14 giugno sarà affidata a “The Revolution Against Death” di Joshua Oppenheimer, una riflessione sul desiderio umano di sfidare il limite ultimo, quello della mortalità.
Accanto al Concorso Internazionale e a Biografilm Italia, che valorizza le produzioni nazionali più recenti, la sezione Contemporary Lives pone al centro le urgenze sociali, premiando le opere dal maggiore impatto sul presente.
Il festival offre anche l’occasione per muoversi a piedi sotto i meravigliosi portici di Bologna, spostandosi tra il Cinema Lumière, il Pop Up Cinema Arlecchino, il Modernissimo, il chiostro di Santa Cristina e la biblioteca Salaborsa. E per chi non potrà essere presente, una selezione di film sarà disponibile online su MYmovies ONE, prolungando l’esperienza oltre i confini fisici.





