La Bonissima in centro storico: protagonista, quest’anno, è la zuppa inglese

(foto da uff stampa della Bonissima)

C’è un modo goloso per capire dove sta andando la cucina modenese: assaggiarla. E dal 16 al 18 ottobre sarà possibile farlo nel cuore della città, tra Piazza Grande, Piazza Torre e, per la prima volta, Piazza XX Settembre. Torna La Bonissima, il Festival del Gusto e dei Prodotti Tipici Modenesi, giunto alla 16ª edizione, e quest’anno arriva con una domanda tutt’altro che scontata: come si può custodire una tradizione senza impedirle di cambiare? La risposta potrebbe avere il profumo di crema, il colore dell’alchermes e la consistenza soffice del pan di Spagna. È la Zuppa Inglese Modenese, protagonista dell’edizione 2026. Il viaggio parte addirittura dal 1835, con la ricetta di Vincenzo Agnoletti che sarà proposta per la prima volta in degustazione. Accanto, altre interpretazioni storiche, compresa la probabile versione servita dal ristorante Fini di Modena negli anni Sessanta e Settanta. Un piccolo viaggio nel tempo, cucchiaio alla mano, che potrebbe aprire anche una nuova pagina per questo dessert.
Ma la storia, a La Bonissima finirà anche nelle mani delle nuove generazioni, protagoniste del contest “La Zuppa Inglese del futuro”. Gli studenti di IAL Serramazzoni, Istituto Alberghiero Spallanzani di Castelfranco Emilia e Rinaldo Corso di Correggio dovranno reinterpretarla con tecniche, forme e consistenze contemporanee, senza tradirne identità e sapori. Insomma: il passato detta la ricetta, il futuro prova a riscriverla.

È lo stesso spirito che anima l’intero festival. Crescono infatti i produttori e, soprattutto, cresce la qualità dell’offerta: tutti gli espositori della precedente edizione hanno scelto di tornare. A loro si aggiungono nuove realtà e giovani produttori.
E qui arriva la parte più difficile da raccontare senza avere già l’acquolina in bocca. Lambrusco, Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, Parmigiano Reggiano, salumi, tartufo, pasta fresca, pasticceria, cioccolato, conserve, birre artigianali, distillati e liquori: un mosaico di grandi classici, piccole produzioni, e quelle specialità rare che bisogna andare a cercare.
Tre piazze e percorso del gusto, con degustazioni e vendita diretta, pranzi, cene, aperitivi e assaggi. E poi showcooking, laboratori e dimostrazioni: dalla preparazione dei ciccioli frolli alla pigiatura dell’uva, dal gnocco fritto ai tortelli, fino alla degustazione verticale del Prosciutto di Modena e all’immancabile Palio del Parmigiano Reggiano.
Ci sarà spazio anche per, la Corale Rossini, il Premio La Bonissima per il miglior prodotto del festival e il riconoscimento della Confraternita del Gnocco d’Oro.

Ma il vero ingrediente segreto della manifestazione è forse un altro: la capacità di mettere allo stesso tavolo memoria e futuro: lavorazioni antiche e i sapori che hanno costruito l’identità modenese e giovani produttori e interpretazioni contemporanee…  Anche quest’anno, per tre giorni, nel cuore di Modena.

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