“Donne che chiedono giustizia”, il ritorno del Commissario Cataldo. Intervista a Luigi Guicciardi

Una ragazza molto giovane viene trovata morta e, non avendo con sé i documenti, non si sa se si tratti di omicidio, suicidio o incidente. Poi si scopre che si tratta di una slovena di 20 anni che lavorava come cameriera in un locale molto noto nella prima periferia della città e le indagini della polizia partono proprio da li. A portarle avanti, naturalmente, il commissario Giovanni Cataldo della questura di Modena. Inizia così il nuovo romanzo giallo del modenese Luigi Guicciardi, che vede tornare protagonista un personaggio parecchio amato dai lettori. “In questa 23ª indagine del commissario Cataldo – racconta Guicciardi – ho cercato di fondere il classico mistery, cioè la vittima, l’indagine, la seconda vittima, gli interrogatori etc, e il thriller di matrice americana che prevede l’impiego di violenza, sesso e colpi di scena forti. Lo stesso commissario Cataldo trova una donna con cui fa sesso e c’è una scena molto dura, ma essenziale per la storia, di violenza e tortura su una donna. Tra i temi che il romanzo tocca c’è quello, purtroppo fortemente attuale, del femminicidio”.

Per questo tema hai preso spunto dalla cronaca?
In realtà la storia è interamente di fantasia. Sicuramente però la cronaca ha condizionato la mia ispirazione. Cataldo, ad un certo punto dice una frase molto emblematica: ‘quello che certi uomini fanno alle donne mi fa vergognare del mio stesso sesso’. E alla fine ciò che lo spinge è proprio il desiderio di giustizia che viene richiamato nel titolo. La molla della giustizia e il tema del femminicidio sono fondamentali nel romanzo, anche se i fatti poi sono tutti liberamente rielaborati.

Come è cambiato Cataldo in questi anni?
Cataldo ha superato di poco la sessantina. Essendo un funzionario di polizia per lui, teoricamente, sarebbe il momento di pensare alla pensione. E’ anche vero, però, che gli eroi di carta, citando Guccini, “son tutti giovani e belli”, quindi in pensione ci vanno quando lo decide l’autore. Tanto è maturo sul piano professionale, quanto non è appagato nella vita privata e questa potrebbe essere la volta buona in cui si innamora. Trova infatti una donna nel corso della storia e contravviene anche ad una norma delle indagini di polizia: mai legarsi sentimentalmente a una persona nella lista degli indagati. Però un conto è la razionalità, un conto sono i sentimenti.

La cornice è sempre la nostra città. Che Modena è presente questa volta?
Soprattutto la Modena urbana. Ci sono via Prampolini, via Sigonio, via De André, c’è il parco della Repubblica, ma c’è anche una parte periferica della città. Ad esempio è molto importante un ristorante, “Il golfo del principe”, che ho immaginato essere nello stradello Nava. Ci sono poi Santa Maria del Mugnano, la Nonantolana, via Emilia Est. Cerco sempre di toccare zone non apparse nei romanzi precedenti, ma ormai è molto difficile visto che questo è il 23° giallo con Cataldo e ci sono anche quelli con Torrisi.

Cataldo, Torrisi e Laudani. Non c’è il rischio di fondere un po’ le loro caratteristiche?
Si il pericolo che i tre personaggi possano sovrapporsi c’è. Io cerco di differenziarli innanzitutto dando loro indagini molto diverse. Poi un entourage diverso: il medico legale, l’ispettore che si mette al servizio del commissario. Di conseguenza sono differenti anche i dialoghi che si svolgono tra loro e gli input che il commissario di turno riceve o dà. L’unico modo per evitare questo rischio sarebbe, in futuro, presentarli tutti e tre insieme, o almeno due di loro, visto che fanno parte tutti della questura di Modena. In quel caso apparirebbero più evidenti le differenze nella lingua, nella gestualità, nel modo di agire e comportarsi. Se questo dovesse verificarsi è chiaro che sarebbe Torrisi, il più giovane, ad essere subalterno di Cataldo.

E’ una possibilità che hai già in mente?
Per ora no. Si continuerà al ritmo di Cataldo in primavera e Torrisi in autunno, quindi il prossimo autunno tornerà il commissario Torrisi.

Una piccola anticipazione sulla prossima indagine di Torrisi?
Sarà incentrata su un argomento di grande attualità, l’espianto o il trapianto degli organi. Un argomento che si presta, secondo me, molto bene per un giallo e che vedrà Torrisi impegnato anche sul piano etico e civile oltre che su quello indagatorio e giudiziario.

di Giovanni Botti

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