“Vedere e rivedere”, la storia della Galleria Estense attraverso i suoi allestimenti

(foto da uff stampa Galleria Estense)

Le Gallerie Estensi organizzano dal 19 settembre 2025 al 1 febbraio 2026 la rassegna “Vedere e rivedere. La storia della Galleria Estense attraverso i suoi allestimenti”. L’esposizione si inaugura nell’ambito della venticinquesima edizione del Festival della filosofia 2025, ed è incentrata sul tema al quale la manifestazione è dedicata: “PAIDEIA”, termine del greco antico che indica il modello educativo in vigore nell’Atene del V secolo. Fra le diverse declinazioni alle quali si presta il concetto di PAIDEIA rientra infatti anche quello della trasmissione del sapere proprio di istituzioni culturali come i musei, chiamati a riflettere sulla provenienza delle proprie opere, sul tipo di selezione attuata per la loro presentazione e sulle modalità con le quali nel corso del tempo è stata condivisa la conoscenza delle collezioni.

Attraverso una selezione di scatti provenienti dall’Archivio fotografico delle Gallerie Estensi, la mostra vuole infatti proporre uno spaccato sulle strategie e sui diversi approcci museografici che hanno caratterizzato il percorso espositivo della Galleria Estense nel tempo. A cura di Anna Maria Piccinini in collaborazione con Elena Corradini, Università di Modena e Reggio Emilia, Federica Veratelli, Università di Parma, la rassegna ripercorre la storia degli allestimenti della Galleria Estense attraverso i direttori e i soprintendenti che si succeduti nel tempo alla sua guida, in stretta relazione con la rinnovata sala introduttiva del percorso espositivo – il Vestibolo degli Estensi – pensata secondo i più attuali criteri per contribuire ad una migliore e più consapevole conoscenza della storia delle collezioni estensi. Allo stesso tempo la mostra, celebra anche un anniversario importante: sono trascorsi poco più di 130 anni da quando il 3 giugno 1894 la Galleria, Museo Estense e Medagliere Estense, è stata inaugurata nell’attuale sede.

La mostra conduce dunque il visitatore in un viaggio attraverso 130 anni di allestimenti della Galleria Estense. Tre varchi simbolici introducono alle diverse sezioni, trasformandosi in porte temporali che aprono l’accesso a epoche, atmosfere e modi diversi di raccontare il museo. Una selezione di oltre cento fotografie tratte dall’Archivio fotografico delle Gallerie Estensi ripercorre la storia degli allestimenti della Galleria, del Museo e del Medagliere Estense dal 1894, anno della sua apertura nell’attuale sede del Palazzo dei Musei, ad oggi. Vengono raccontati 130 anni di vicende delle collezioni dei Duchi d’Este, dopo l’Unità d’Italia, e la rinuncia dell’arciduca Francesco V d’Austria Este ai propri diritti, furono trasferite dal Palazzo Ducale, divenuto sede della Scuola Militare, nel settecentesco Albergo dei Poveri, poi Albergo Arti, che dovette essere restaurato per diventare Palazzo dei Musei e ospitare anche gli altri istituti culturali cittadini.
Il percorso si chiude con l’esperienza immersiva della realtà virtuale, capace di ricostruire e far rivivere la seconda sala della Galleria Estense attraverso gli allestimenti di Serafino Ricci 1924-1925, Roberto Salvini 1946 e Amalia Mezzetti 1975. Lo sviluppo dell’esperienza VR collaborando al concept tecnico, alla realizzazione tecnologica, grafica visuale ed esperienziale è stato realizzato dalla ditta RE:LAB. Per accompagnare il visitatore nel percorso di visita sono state create anche tre postazioni audio direzionali collocate in ognuna delle sezioni di mostra dove altrettanti attori prestano la loro voce per dar vita e carattere a tre direttori che si raccontano attraverso la propria visione della Galleria. I direttori-voci della Galleria sono Mario Martinozzi, curatore onorario della Regia Galleria Estense (1928-1930), Amalia Mezzetti, sovrintendente di Modena e Reggio Emilia (1967-1974) e Alessandra Necci, attuale direttore delle Gallerie Estensi dal 2024.

IL PERCORSO DELLA MOSTRA

IL TITOLO
Il titolo della mostra Vedere e rivedere è un’espressione strettamente legata ad Adolfo Venturi e alla sua metodologia nell’analisi dell’arte, mutuata da Giovanni Morelli. Venturi sosteneva che l’osservazione approfondita e ripetuta dell’opera d’arte nella sua forma fosse fondamentale per la sua corretta interpretazione e comprensione.
Questo approccio è riassunto nel motto, “vedere e rivedere”. Ricondotto alla mostra può tradursi in diverse chiavi di lettura:
– Vedere e rivedere richiama la revisione degli allestimenti museografici della Galleria Estense Vedere e rivedere come desiderio di ritornare ad ammirare le collezioni estensi
– Vedere e rivedere come grammatica della visita
– Vedere e rivedere come metafora di educazione visiva

“Vedere e rivedere” con riferimento ad Adolfo Venturi il cui volume R. Galleria Estense in Modena, Paolo Toschi & C. – Editori, Modena 1882, rappresenta un punto di svolta per definire i criteri del primo allestimento museale. Si allude quindi allo spirito identitario della Galleria Estense.

LE SEZIONI
La sezione introduttiva prende l’avvio dalla proposta di allestimento, redatta nel 1887 da Adolfo Venturi, che prevedeva quattro grandi sale e cinque minori. Al progetto definitivo, seguito dallo stesso Venturi e approvato nel 1891, l’allestimento di Galleria, Museo e Medagliere Estense ad opera di Giulio Cantalamessa e l’inaugurazione il 3 giugno 1894. Negli anni successivi si susseguirono direttori che affrontarono sfide diverse: al riallestimento del 1919 al quale collaborò Giulio Bariola fece seguito quello di Serafino Ricci inaugurato nel 1925.
Nel 1935 Giulio Carlo Argan elaborò un innovativo progetto, mai realizzato a seguito del suo trasferimento a Roma. Rodolfo Pallucchini, che gli succedette, oltre alla ricognizione, realizzò il fondamentale catalogo dei dipinti, ancora unico. Intensa l’attività di salvataggio delle opere durante la Seconda guerra mondiale, basata su un’accurata relazione di Argan del 1935, da parte di Roberto Salvini e Pietro Zampetti.

Con Roberto Salvini si apre la seconda sezione di mostra: a lui si deve il riallestimento della Galleria Estense, inaugurata nel 1946 e del Museo e Medagliere due anni dopo, nel 1948. Dopo di lui Augusta Ghidiglia Quintavalle ampliò lo spazio per i dipinti riducendo quello delle altre collezioni. Un rinnovamento radicale avvenne tra il 1967 e il 1974 con Amalia Mezzetti: grazie agli interventi strutturali di Leone Pancaldi, la Galleria assunse l’aspetto attuale. I lavori furono infine completati da Giorgio Bonsanti e la nuova Galleria inaugurata da Giovanni Spadolini, ministro dell’appena costituto Ministero per i Beni Culturali e Ambientali da lui voluto.

La terza sezione ripercorre l’attività dei direttori che hanno avuto la responsabilità del museo negli ultimi quarant’anni, a partire dal 1985 ad oggi. L’attuale atrio della Galleria, Vestibolo degli Estensi, che introduce al percorso espositivo, si propone di far comprendere meglio la storia del collezionismo estense attraverso i personaggi principali che l’hanno animata.

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