il Consiglio di Amministrazione di Emilia Romagna Teatro Fondazione, presieduto da Giuliano Barbolini e composto da Cecilia Dazzi, Daniele Donati, Maurizia Gherardi, Francesco Gilioli, Giacomo Manzoli e Maria Grazia Scacchetti, ha deliberato all’unanimità la nomina di Natalia Di Iorio alla Direzione Generale e di Elena Di Gioia alla Direzione Artistica dell’Ente per il quadriennio 2025–2029. La scelta del Consiglio si è indirizzata verso le due figure che maggiormente esprimono un profilo rispondente alla natura e alle esigenze della Fondazione e alle sue prospettive di sviluppo e innovazione nei campi di produzione, programmazione, distribuzione, progettualità europea, internazionalizzazione e lavoro sul territorio, e in linea con le nuove disposizioni relative alla forma di governance dettata per i Teatri Nazionali dell’art. 9 del Decreto ministeriale 23 dicembre 2024 n. 463. Ma chi sono le due nuove direttrici?
NATALIA DI IORIO
Inizia a occuparsi di teatro fin da giovanissima iscrivendosi al DAMS di Bologna nel 1976 e frequentando poi a Roma il primo corso per organizzatori teatrali promosso da Agis e ETI. Ha acquisito poi negli anni competenze sia artistiche che organizzative, scegliendo di lavorare in diverse città italiane per approfondire le esperienze su tutto il territorio nazionale.
Nel 1992 apre un proprio studio di consulenza teatrale, spinta dal desiderio di scoprire e valorizzare il lavoro di alcuni giovani artisti emergenti, accompagnando alcuni di loro – ancora poco noti al grande pubblico – agli inizi della carriera. Tra gli altri: Thierry Salmon, Mario Martone, Toni Servillo, Danio Manfredini, Pippo Delbono, Spiro Scimone, Francesco Sframeli, Valerio Binasco, Filippo Dini, Lino Musella.
È negli anni consulente di vari organismi (dall’Ente Teatrale Italiano, al Teatro della Toscana, al Teatro Stabile di Napoli) e di artisti tra i quali Leo de Berardinis, Gianfranco Varetto, Giancarlo Nanni, Carlo Cecchi, Judith Malina e Living Theatre, Luca De Filippo. Collabora per quasi vent’anni con i Teatri Uniti di Napoli curandone le tournée in Italia e all’estero.
Dal 1990 al 1993 è chiamata da Franco Quadri (in quegli anni direttore artistico del Festival) a ricoprire il ruolo di direttore di produzione alle Orestiadi di Gibellina per imponenti allestimenti – firmati da Arnaldo Pomodoro e Mimmo Paladino – ospitati al Cretto di Burri; sempre in Sicilia nel 1993 è responsabile organizzativo della Stagione estiva al Teatro Greco di Palazzolo Acreide. Dal 2003 collabora stabilmente con Fabrizio Gifuni alla realizzazione di alcuni articolati progetti produttivi e condividendo la direzione artistica delle Stagioni Teatrali al Teatro Garibaldi e all’Anfiteatro Romano di Lucera.
Dal 2013 collabora con Sonia Bergamasco coordinando per suo conto alcune attività teatrali e i rapporti professionali con il Teatro San Carlo di Napoli, il Maggio Musicale Fiorentino, l’INDA di Siracusa, il Teatro Stabile dell’Umbria, il Campania Teatro Festival. Direttrice artistica dal 1994 al 2017 del festival internazionale di teatro Le vie dei festival, ha fatto conoscere per la prima volta a Roma artisti che oggi sono considerati i maestri della nuova scena (Eimuntas Nekrošius, William Kentridge, Alain Platel, Alvis Hermanis, Big Art Group di Caden Manson, Amir Reza Koohestani, Belarus Free Theatre).
Negli anni, ha contribuito attivamente all’apertura di tre importanti spazi teatrali romani, dedicati al contemporaneo e diventati poi centrali nel sistema teatrale italiano: il Teatro Trianon, il Vascello e il Teatro India. Alla fine degli anni ’90, è stata assistente di Mario Martone alla direzione del Teatro di Roma affiancandolo sia per gli aspetti artistici che per quelli organizzativi. È stata chiamata in qualità di Direttrice artistica al Teatro Marrucino di Chieti (dal 2003 al 2010) e al Teatro Verdi di Pordenone (dal 2018 al 2022).
Per quindici anni è stata consulente alla Direzione artistica per la programmazione del Teatro Franco Parenti di Milano, curando anche gli aspetti organizzativi e dedicando particolare attenzione al teatro di innovazione e alla nuova scena contemporanea. Dal 2023 siede nel Consiglio di Amministrazione del Teatro di Roma e fa parte del Comitato di Esperti per la progettazione delle attività della Fondazione Eduardo De Filippo di Napoli.
ELENA DI GIOIA
Esperienza pluridecennale in ideazione, direzione artistica di stagioni teatrali, festival di arti performative, progetti artistici diffusi e innovativi con artisti e artiste della scena contemporanea. Tra le principali, Direttrice artistica della Stagione Agorà 2016 – 2021 diffusa in otto comuni della Area Metropolitana di Bologna – spettacoli, produzioni, ospitalità, debutti, con grandi artisti/e del panorama contemporaneo e con attenzione alla scena emergente; per citarne alcuni, da Ascanio Celestini, Marco Baliani, Teatro delle Albe, Chiara Guidi, Mariangela Gualtieri, De Florian Tagliarini, Teatri Uniti, Fanny & Alexander a Sotterraneo, Marta Cuscunà, Ivan Vyrypaev, Giuliano Scabia, Kepler-452, Virgilio Sieni, Roberto Castello, Silvia Gribaudi, Giuliana Musso, Fabrice Melquiot.
Direttrice artistica Epica Festival 2021 – arti performative e linguaggi della scena contemporanea – spettacoli, performances, debutti tra cui Roberto Latini, Antonio Attisani – César Brie, Oscar De Summa, Giorgina Pi, Mariangela Gualtieri.
Direttrice artistica Festival Focus Jelinek diffuso in 14 città dell’Emilia-Romagna dedicato al Premio Nobel Elfriede Jelinek (2014/2015) con oltre 60 appuntamenti in 6 mesi di festival. Debutti, spettacoli, performances, produzioni e coproduzioni di spettacoli tra cui Chiara Guidi, Teatri di Vita, Accademia degli Artefatti, Tra un atto e l’altro, Ateliersi.
Finalista ai Premi Ubu come Miglior curatrice 2021 per Epica Festival, Finalista Miglior curatrice 2019 per Agorà, Finalista Miglior progetto artistico 2015 per Festival Focus Jelinek.
Ha fatto parte di giurie e reti, da Scenario per la nuova creatività a Eurodram per la drammaturgia europea, da Eretici progetto di residenze per artisti under 30 a componente Network regionale E’ bal – palcoscenici per la danza contemporanea. Curatrice di attività culturali e progetti sulla drammaturgia contemporanea francese e attualmente Componente del Consiglio Direttivo di Alliance Française di Bologna.
Autrice di azioni speciali come Discorso d’Artista invito a autori e autrici a scrivere appositamente un testo inedito come messaggio di fine anno diffuso in una mappa di luoghi. Artisti/e coinvolti: Alessandro Bergonzoni 2023, Mariangela Gualtieri 2024, Marco Martinelli 2025.
Co-curatela di progetti monografici diffusi e di rete dedicati a compagnie con teatri e istituzioni tra cui Progetto Focus Sotterraneo (2019); Il Teatro di Mimmo Borrelli (2018); Antologia cinetica di tempi imperfetti – Collettivo Cinetico (2021) Curatrice Progetti speciali tra cui Progetto OZ (2012) con Fanny & Alexander e Lettere dalla notte con Chiara Guidi/Socìetas (2016). Collaborazione artistica e organizzativa per Ravenna viso-in-aria, programma con tre direzioni artistiche promossa da Ravenna Teatro: Teatro delle Albe/Teatro Rasi, E production/Spazio Almagià, Lato Oscuro della Costa e Libra/Cisim Lido Adriano e collaborazione curatoriale a Ravenna per Fèsta, promossa da E production (2012). Dal 2005 al 2009 co-curatrice di cinque edizioni di Bè bolognaestate rassegna estiva promossa dal Settore Cultura del Comune di Bologna. Dal 2021 al 2024 è Delegata alla Cultura del Comune di Bologna e Città metropolitana.
Partecipa a convegni, tiene docenze e incontri su progettazione culturale, curatrice di volumi sul teatro tra cui Ai chiodi le lune L’inatteso di Fabrice Melquiot / La soglia di Michel Azama, Editoria & Spettacolo 2014; con Claudio Longhi S-pettinare la realtà, Elfriede Jelinek Prove di Drammaturgia, Titivillus 2016; con Stefano Casi, Passione e ideologia. Il teatro (è) politico, Editoria & Spettacolo 2012.
Nella sua carriera ha portato avanti una visione che riafferma il ruolo centrale del Teatro Pubblico attraverso progetti condivisi con artisti e artiste – dai maestri/e e protagonisti della scena ai nuovi fermenti. Attiva nella creazione di reti con modalità innovative tra istituzioni culturali e comunità, con proposte che uniscono alta qualità di produzione, programmazione, attenzione alla pluralità di espressioni artistiche, promozione dell’allargamento dei pubblici e della centralità della voce di artisti e artiste nella contemporaneità.



