Teatro: la stagione dell’Opera al Comunale parte il 30 ottobre con Macbeth

(foto da uff stampa Teatro Comunale)

Il Teatro Comunale di Modena ha presentato la nuova stagione delle Lirica 2026-27. Una stagione con undici titoli operistici, spaziando dal classico al contemporaneo attraverso capolavori della tradizione, rarità e nuove commissioni. In onore del 125° anniversario della morte di Giuseppe Verdi, dopo la Messa da Requiem e il Gala lirico-sinfonico proposti nel Modena Belcanto Festival 2026, si vedranno due nuove produzioni: Macbeth e Simon Boccanegra. Sono due i nuovi allestimenti che il cartellone propone sul fronte di titoli meno frequentati del grande repertorio, ovvero Siberia di Umberto Giordano e L’Olandese volante di Richard Wagner. Ben quattro le nuove opere, di cui tre produzioni in prima assoluta, con L’esecuzione di Salvatore Passantino, Veleno di Gaia Aloisi, entrambi giovani autori, e Vanishings – Disparition(s), commistione di musiche di Leoš Janáček e Thomas Adès realizzata dal regista Lukas Hemleb e dal compositore Laurent Cuniot per i Teatri di Modena, Linz e Massy. I salvatori della mezzanotte, opera commissionata dal Teatro nel 2023 a Daniele Furlati, verrà ripresa, in una nuova versione, per gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. Dal fronte del teatro musicale arriva L’anno che verrà, opera pop con le canzoni di Lucio Dalla arrangiate da Roberto Molinelli per solista, coro e orchestra. Spazio anche al belcanto con La Cenerentola di Rossini nel riuscitissimo allestimento trasmesso in streaming a porte chiuse dal Comunale di Modena nel 2020 a causa del Covid, che oggi torna finalmente in scena in coproduzione con i teatri di Piacenza, Ravenna e Rimini. Al filone belcantistico appartiene anche Le convenienze ed inconvenienze teatrali, spassosa satira di Gaetano Donizetti sui vizi del teatro d’opera, che presenterà al pubblico i nuovi talenti al termine del Corso di alto perfezionamento.

Come gli scorsi anni, le prime in cartellone saranno precedute dalle guide all’ascolto della serie Invito all’Opera, presentata in collaborazione con gli Amici dei Teatri Modenesi. Fra i prestigiosi ospiti, Alberto Mattioli, Susanna Franchi, Emilio Sala, Oreste Bossini, Luca Baccolini, Piero Mioli, Andrea Estero e Marco Beghelli.

Per il pubblico sarà possibile acquistare gli spettacoli con tre diverse forme di abbonamento, a otto, cinque o tre spettacoli (prelazioni a partire dal 25 agosto), o con singoli biglietti a partire dal 3 ottobre. Saranno cinque le prove generali messe a disposizione del pubblico delle scuole, oltre alla recita scolastica de I salvatori della mezzanotte.

 

PROGRAMMA

MACBETH

La stagione lirica si aprirà il 30 ottobre con Macbeth di Giuseppe Verdi (replica il 1° novembre), di cui ricorre quest’anno il 125° anniversario della morte. Al compositore, il Teatro dedica anche numerosi eventi nel cartellone del Modena Belcanto Festival, inclusa la Messa da Requiem e un importante Gala lirico-sinfonico con protagonista il soprano Anna Pirozzi. L’opera va in scena in un nuovo spettacolo che ha debuttato a Pisa nel 2025 ed è andato successivamente in scena a Ravenna, Rimini, Livorno e Genova. Nell’autunno 2026 verrà riallestito a Modena per poi approdare nei teatri di Reggio Emilia e Ferrara. La direzione musicale è affidata a Giuseppe Finzi, alla guida dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e del Coro Lirico di Modena preparato da Giovanni Farina. Nel cast, a fianco di prestigiosi interpreti quali Alexey Zelenkov (Macbeth) e Simon Lim (Banco), trovano posto eccellenti cantanti usciti dai corsi di alto perfezionamento del Teatro e del Conservatorio. Il ruolo di Lady Macbeth sarà infatti interpretato da Marily Santoro, allieva di Raina Kabaivanska e oggi affermata interprete. La Dama di Lady Macbeth sarà Baia Saganelidze, già allieva sia del Teatro sia del Conservatorio, in scena accanto ad altri due talenti dei corsi del Teatro in ruoli di fianco, Timoteo Bene Junior e Andrei Miclea. Il tradimento politico, etico e personale che muove e tormenta Macbeth di Verdi viene rappresentato nel nuovo spettacolo di Fabio Ceresa attraverso una scena moderna e geometrica: una teoria di cornici quadrate concentriche che conduce verso un mondo ultraterreno in cui passato e presente convivono e verso il quale si avvia il protagonista, liberato dal peso della vita terrena.

 

L’OLANDESE VOLANTE

Il 20 e 22 novembre, dopo oltre trent’anni di assenza dal palcoscenico modenese, andrà in scena Der fliegende Holländer (L’Olandese volante), gioiello che aprì la strada alla nuova concezione operistica di Richard Wagner, sebbene di dimensioni più contenute e più accessibile rispetto ai grandi titoli che lo seguirono, da Tannhäuser a Parsifal. L’opera si vedrà in un nuovo spettacolo, presentato in coproduzione con la Fondazione Teatri di Piacenza, per la direzione musicale di Martijn Dendievel alla guida dell’Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini e del Coro del Teatro Municipale di Piacenza preparato da Corrado Casati. Nei ruoli principali si ascolteranno Claudio Sgura, Sorin Coliban, Olga Maslova e Ian Koziara. La leggenda del capitano maledetto, condannato a solcare i mari in eterno e destinato a trovare redenzione solo attraverso l’amore fedele di una donna, sarà raccontata dalla messa in scena firmata da Matteo Mazzoni – già apprezzato nel Progetto Butterfly visto a Modena nell’aprile 2025 – in un allestimento che farà largo uso di ambientazioni video realizzate da Luca Attili.

 

L’ESECUZIONE

Il 28 e 29 novembre andrà in scena L’esecuzione – sotto lo sguardo di Tosca, nuovissimo titolo di Salvatore Passantino su libretto di Marco Malvaldi dedicato a una fantasiosa rilettura del capolavoro pucciniano. Durante la scena finale di Tosca, la fucilazione di Cavaradossi sembra reale, come da copione, ma il soprano interrompe a sorpresa il canto e chiede un medico. Un dottore tra il pubblico conferma la morte per arma da fuoco. Un ispettore blocca la sala e avvia un’indagine tra artisti e spettatori, coinvolgendo anche il pubblico. Tra incomprensioni e difficoltà, solo alla fine si scoprirà chi ha realmente sparato al tenore. Salvatore Passantino, giovane compositore siciliano, ha già dedicato una parte importante della propria attività al teatro musicale. In Italia, la sua musica è stata eseguita da importanti istituzioni, tra cui l’Auditorium Parco della Musica di Roma, il Teatro della Pergola di Firenze, il Teatro del Giglio di Lucca, il Teatro Giuseppe Verdi di Busseto, il Politeama Garibaldi e il Teatro di Verdura di Palermo. L’opera, presentata in coproduzione con la Fondazione Pergolesi Spontini, sarà diretta da Eddi De Nadai con la regia di Italo Nunziata. Scene e costumi sono firmati da Jing Guan e Margherita Figini, vincitori dell’importante concorso indetto dall’istituzione marchigiana e dedicato a Josef Svoboda per la «Progettazione di allestimenti scenici e costumi per il teatro musicale», rivolto agli studenti delle Accademie di Belle Arti. Le luci sono di Oscar Frosio.

 

I SALVATORI DELLA MEZZANOTTE

Il 13 e 14 dicembre tornerà in scena, anche per le scuole, I salvatori della mezzanotte, un’opera commissionata dal Teatro Comunale di Modena e dedicata al Natale. Dal carattere sospeso fra il sacro e il popolare, è tratta dal libro Salvataggio di mezzanotte di Bruno Tognolini, che ne ha curato anche la trasposizione in libretto. La musica, scritta nel 2023, è di Daniele Furlati, compositore particolarmente apprezzato per la sua attività in campo cinematografico e teatrale (sue anche le musiche per i film muti presentati al Modena Belcanto Festival). Per il cinema è coautore delle colonne sonore di pluripremiati lungometraggi quali L’uomo che verrà (2009), Premio Ennio Morricone al Bari Film Festival 2010 e candidato al David di Donatello 2010 per il miglior musicista, e Un giorno devi andare (2013), candidato ai Ciak d’Oro 2013 come migliore colonna sonora. La parte visiva dello spettacolo è curata da Gianfranco Cabiddu, affermato regista che nel 2017 ha ricevuto il David di Donatello per la migliore sceneggiatura adattata del film La stoffa dei sogni. L’opera, che racconta della nascita del presepe allestito da San Francesco d’Assisi, è patrocinata dal Comitato Nazionale per gli 800 anni dalla morte del Santo (1226).

 

SIBERIA

L’8 e 10 gennaio andrà in scena Siberia di Umberto Giordano in una nuova coproduzione con la Fondazione Teatri di Piacenza, dove inaugurerà la stagione lirica. Opera prediletta dal suo autore e lodata da Gabriel Fauré come il miglior prodotto della Giovane Scuola, Siberia debuttò al Teatro alla Scala nel 1903 su libretto di Luigi Illica. Dopo il successo di Fedora (1898), vista a Modena nel 2023, Giordano si dedicò a un altro dramma di ambientazione russa: una storia di amore, sacrificio e redenzione ambientata tra San Pietroburgo e le terre di deportazione della Siberia, il cui libretto trae ispirazione dalle pagine di Dostoevskij e Tolstoj. La partitura si distingue per la grande intensità drammatica e per la forza evocativa delle sue atmosfere, grazie anche all’inserimento di melodie e canti popolari della tradizione russa. Capolavoro raro del verismo italiano, caduto per decenni nell’oblio, Siberia è stato riscoperto solo negli ultimi anni grazie a importanti produzioni, come quella diretta nel 2021 da Gianandrea Noseda per il Maggio Musicale Fiorentino. Al Teatro Comunale di Modena è andata in scena soltanto due volte: nella stagione del debutto, la 1903/04, e durante la Seconda guerra mondiale, nel 1943.

Sul podio dell’Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini salirà Sesto Quatrini, mentre la regia è firmata da Roberto Catalano, affiancato da Mariana Moreira per le scene, Veronica Pattuelli per i costumi e Silvia Vacca per le luci. Il Coro del Teatro Municipale di Piacenza sarà preparato da Corrado Casati. Protagonista nel ruolo di Stephana sarà Iwona Sobotka, accanto a Vincenzo Costanzo (Vassili), Claudio Sgura (Gleby), Silvia Beltrami, Eleonora Boaretto, Carlo Raffaelli, Manuel Pierattelli, Alexandru Suciu, Alessio Verna, Viktor Shevchenko e Andrea Galli.

 

VANISHINGS

Il 17 e 19 gennaio andrà in scena Vanishings, un singolare progetto operistico che mette in dialogo le opere di Leoš Janáček e Thomas Adès. Al centro del programma, Il diario di uno scomparso di Janáček (1921) si intreccia con Növények (2022), ciclo di sette canzoni ungheresi di Adès, creando un gioco di rimandi fra due compositori separati da un secolo ma accomunati da una profonda sensibilità espressiva. Nello spettacolo, i due lavori interagiscono attraverso una messa in scena e una concezione musicale che costruiscono un filo drammatico tra pagine diverse. Frammenti di vite e identità emergono come fugaci apparizioni musicali, dando forma a un mosaico di storie sospese tra espressione e mistero. Una produzione operistica intima che esplora temi universali quali la fragilità dell’amore, la partenza verso l’ignoto e l’esperienza della scomparsa.

Lo spettacolo, concepito dal regista Lukas Hemleb con l’adattamento musicale di Laurent Cuniot, è una prima assoluta realizzata grazie a una coproduzione internazionale con l’Opéra de Massy, in Francia, e il Landestheater Linz, in Austria. Il cast internazionale è formato da Vladimír Šlepec, Helena Milošević, Angela Simkin, Marlene Janschütz e Lena Obexer. Il Teatro Comunale di Modena rinnova la collaborazione con il Landestheater Linz dopo la produzione di Crossopera, progetto europeo conclusosi nel 2022.

 

L’ANNO CHE VERRÀ

Il 30 gennaio, fuori abbonamento, sarà la volta de L’anno che verrà, opera pop con musiche di Lucio Dalla realizzata da un’idea di Marcello Corvino, con direzione e arrangiamenti di Roberto Molinelli e drammaturgia e testo di Emanuele Aldrovandi. In scena saranno il cantante Pierdavide Carone, gli attori Gabriele Martini e Marinella Manicardi e i danzatori della MM Contemporary Dance Company nelle coreografie di Michele Merola. Si ascolteranno inoltre l’Orchestra Città di Ferrara e il Coro del Teatro Comunale di Ferrara preparato da Teresa Auletta. Il nuovo spettacolo, che si avvale anche della collaborazione della Fondazione Lucio Dalla, avrà la regia di Manuel Renga, le scene di Matteo Paoletti, i costumi di Nuvia Valestri, le luci di Marco Cazzola e la regia video di Fabio Massimo Iaquone. L’iniziativa è realizzata grazie a un’ampia coproduzione che, partita da Ferrara, la porterà anche nei teatri di Reggio Emilia, Ravenna, Piacenza, Modena, Parma, Lucca, Bologna e Rimini.

L’opera attinge alla straordinaria creatività musicale di Lucio Dalla e traduce in scena il grande affresco umano che le sue canzoni compongono. Lucio Dalla diventa il “custode dei sogni”, colui che sa leggere con chiarezza le paure, i desideri, le speranze e le delusioni dell’uomo e trasformarli in situazioni musicali popolari, dirette ed emozionanti. Ne nasce un viaggio onirico nel quale i personaggi incarnano le visioni e i racconti di vita che si intrecciano tra le note delle sue canzoni.

 

LA CENERENTOLA

Titolo brillante che rappresenta l’eccellenza del belcanto italiano, La Cenerentola di Gioachino Rossini andrà in scena il 19, 20 e 21 febbraio 2027 con la direzione di Giovanni Di Stefano, alla guida dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e del Coro del Teatro Municipale di Piacenza preparato da Corrado Casati. La regia è di Nicola Berloffa, che firma anche i costumi. Le scene, ricche di riferimenti all’Inghilterra dei primi decenni dell’Ottocento, sono di Aurelio Colombo, con le luci di Valerio Tiberi. L’opera, coprodotta con i Teatri di Piacenza, Ravenna e Rimini, viene finalmente presentata al pubblico in un prezioso allestimento che il Teatro Comunale di Modena aveva realizzato nel 2020 ma che aveva potuto rappresentare soltanto in streaming a causa della chiusura dei teatri dovuta al Covid.

Di eccellenza anche il cast, che vede Giuseppina Bridelli al debutto nel ruolo di Angelina, Marco Ciaponi (Don Ramiro), Marco Filippo Romano (Don Magnifico) e Alessandro Luongo (Dandini), affiancati da Silvia Caliò, Ester Ferraro e Matteo D’Apolito.

 

SIMON BOCCANEGRA

Il 12 e 14 marzo debutterà a Modena, prima di circuitare nei teatri coproduttori di Reggio Emilia, Piacenza e Ferrara, un nuovo allestimento di Simon Boccanegra.

Il secondo appuntamento verdiano della stagione è uno dei capolavori più complessi del compositore, visto l’ultima volta sul palcoscenico modenese nel 2014. un’opera della maturità musicale incentrata sul conflitto tra potere e affetti, identità e riconciliazione, nel libretto firmato da Francesco Maria Piave e Arrigo Boito. La direzione musicale è affidata a Massimo Zanetti, interprete di prestigio internazionale molto apprezzato la scorsa stagione a Modena in Nabucco, qui alla guida dell’Orchestra dell’Emilia-Romagna Arturo Toscanini e del Coro Lirico di Modena preparato da Giovanni Farina. Il nuovo spettacolo porta la firma di Pier Francesco Maestrini.

Il cast vocale riunisce affermati interpreti dei ruoli principali dell’opera. Simone Piazzola, baritono di fama internazionale e interprete d’eccellenza del repertorio verdiano, è stato due volte vincitore del Premio Abbiati, una delle quali proprio per l’interpretazione del ruolo di Simon Boccanegra. Maria Agresta, già allieva di Raina Kabaivanska, è applaudita nei maggiori teatri del mondo per le sue interpretazioni verdiane e vanta una lunga esperienza nel ruolo di Amelia, affrontato al fianco di direttori quali Riccardo Muti e Christian Thielemann. Matteo Desole è un giovane tenore anch’egli affermatosi sulla scena internazionale dopo gli anni di formazione a Modena con Raina Kabaivanska.

 

LE CONVENIENZE ED INCONVENIENZE TEATRALI

Il 9 e 11 aprile, fuori abbonamento, andrà in scena l’opera che ogni anno presenta al pubblico del Teatro i talenti usciti dal Corso di alto perfezionamento. Dopo Gianni Schicchi e I Quatro Rusteghi delle scorse stagioni, sarà la volta de Le convenienze ed inconvenienze teatrali di Gaetano Donizetti, titolo che lascia anch’esso spazio a un numeroso cast vocale e alle prodezze attoriali tipiche della commedia. Sotto la direzione musicale di Gianluca Martinenghi la parte scenica sarà firmata dal baritono Alfonso Antoniozzi, interprete di portata storica per il repertorio belcantistico e non solo, e dal 2008 impegnato anche come regista nei maggiori teatri.

Questa spassosa satira sul dietro le quinte del mondo operistico, andata in scena nel 1827, mette in luce la rigida gerarchia dei cantanti e le convenzioni non scritte dell’epoca. Ambientata in un teatro di provincia, la vicenda segue le caotiche prove di un’opera seria, mostrando un ambiente nel quale gli ideali artistici si scontrano con la vanità e i capricci dei protagonisti. La prima donna tiranneggia su tutti e pretende addirittura di cambiare il titolo dell’opera; nessuno riesce a scrivere correttamente l’impronunciabile cognome del tenore tedesco; la madre del secondo soprano esige che la figlia canti un duetto con la prima donna per stabilire chi delle due debba avere maggiore rilievo, ma finirà per sostituirla essa stessa; nel frattempo il tenore si è dileguato e sarà rimpiazzato dal marito della prima donna, che stona tutte le parti…

 

VELENO

Il 7 e 9 maggio concluderà la stagione Veleno, nuova opera da camera con libretto e regia di Stefano Simone Pintor, composta da Gaia Aloisi, vincitrice del bando SIAE Giovani compositori in scena nella categoria «Opera con organico cameristico».

La compositrice ha ottenuto riconoscimenti in numerosi concorsi internazionali e le sue opere sono state commissionate ed eseguite in festival ed eventi di tutto il mondo, tra cui la Music Biennale Zagreb 2025, l’Impuls Festival di Graz, il Wettbewerb für zeitgenössische Musik di Zurigo, LuganoMusica 2023, il Festival Nuova Consonanza di Roma, il Barcelona Modern Festival 2023, la Società del Quartetto di Milano e il Musiikin Aika di Viitasaari, in Finlandia, nonché il Festival Expresiones Contemporáneas di Morelia, in Messico.

Stefano Simone Pintor è autore, librettista e regista di teatro, opera e multimedia. Vincitore di numerosi premi presso prestigiose istituzioni quali lo European Opera Directing Prize, il Nano Opera di Mosca, il Concorso Internazionale Opera Oggi e l’Académie des Beaux-Arts di Parigi, ha scritto e diretto a oggi più di trenta spettacoli per teatri come il Teatro dell’Opera di Roma, la Biennale di Venezia, l’Arena Sferisterio di Macerata, il Teatro Regio di Torino, la Royal Opera House di Muscat, il Theater Carré di Amsterdam e molti altri, ottenendo ampi consensi di pubblico e critica.

La vicenda, liberamente ispirata alla figura di Giulia Tofana, un’alchimista siciliana vissuta nel Seicento, si svolge in una Roma barocca dove viene alla luce una rete clandestina di avvelenatrici: alcune preparano un veleno casalingo perfetto, inodore e incolore, capace di simulare i sintomi della peste ancora imperversante; altre lo acquistano per liberarsi di mariti violenti. Si tratta di uno dei più clamorosi casi di cronaca nera del secolo e di uno dei rarissimi complotti interamente femminili nella storia. Una vicenda di violenza domestica e di genere, ma anche il riflesso di una società profondamente patriarcale, diseguale e coercitiva.

Gaia Aloisi e Stefano Simone Pintor indagano il meccanismo profondo della vendetta, il momento in cui la mente attraversa una soglia e sceglie la violenza come risposta alla violenza, ponendo interrogativi che risuonano con urgenza nel presente. Pur ispirata all’episodio storico dell’acqua tofana, la vicenda lascia intravedere un’eco contemporanea: potrebbe appartenere tanto al passato quanto al presente, in un mondo in cui la violenza è tema quotidiano e nel quale radicalizzazione e polarizzazione continuano a segnare il dibattito pubblico e le relazioni umane.

 

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