Il disco della settimana: “Forever June” di James Maddock

James Maddock – ‘Forever June’

Inglese di Leicester, ma residente a New York da più di 20 anni, James Maddock si è creato uno zoccolo duro di appassionati nel nostro paese grazie ad un folk-rock classico, di matrice americana, che conserva però, qua e là, i tratti delle sue origini britanniche. La scorsa estate è passato anche per Modena, per la precisione sul palco di SantAGOstino, dove ha proposto un tributo a Bob Dylan assieme a Brian Mitchell. Agli inizi di maggio il cantautore ha pubblicato con la sua etichetta personale un nuovo album, l’11° in studio. Il disco si intitola Forever June e conferma le coordinate artistiche del musicista attraverso undici canzoni dirette e sincere, un mix di ballate introspettive e personali e brani rock più aperti e luminosi. La voce di Maddock, rispetto al passato, si è ulteriormente arrochita e si pone a metà strada tra il John Mellencamp più recente e la versione più riflessiva di Ian Hunter, avvolgendo le sue ballate elettroacustiche di vaghe sfumature soul.

La copertina, con l’artista fotografato su una spiaggia davanti a una barca rovesciata, potrebbe far pensare ad un album di rilassate canzoni estive. La realtà però è diversa. E’ vero, qualche episodio più leggero e apparentemente scanzonato c’è, ad esempio l’iniziale Picture Me, dalla ritmica vagamente beatlesiana, o la brillante e orecchiabile I’m Not Like That, ma a prevalere sono le ballate più intime e autobiografiche come dimostra la nostalgica You and Me, guidata da una chitarra arpeggiata, in cui Maddock racconta il rapporto con il suo vecchio maestro di chitarra. Wish You Were Here è un’altra ballad intensa ed emozionale, cantata con passione e con un coro delicato e avvolgente, mentre la raffinata Your Face Says It All, tra folk, pop e rock, evoca lo Springsteen più crepuscolare. Splendida la title track, una riflessione sul tempo che passa, tra i momenti migliori del disco, mentre la chiusura è affidata alla lenta e meditativa Solitude, chitarra, voce e un gioco di tastiere che infonde in chi ascolta un senso di pace. Da ascoltare assolutamente.

(di Giovanni Botti)

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