30 novembre 1975, si gioca la decima giornata del campionato di serie B. Il neopromosso Modena di Mario Caciagli ha iniziato molto bene la stagione ed è terzo a pari merito col Foggia, solo due punti dietro la capolista Catanzaro. Al Braglia, dopo il buon pareggio sul campo della Spal, deve arrivare l’Avellino e per i canarini è un confronto inedito. Gli irpini infatti hanno raggiunto per la prima volta la cadetteria vincendo il loro girone nel campionato di Serie C 1972-73 e la squadra gialloblu non l’hanno finora mai incrociata. I biancoverdi, guidati dall’esperto Antonio Gianmarinaro sono in una posizione tranquilla di classifica con due punti in meno dei geminiani. La giornata, considerando che si è a fine novembre, è perfetta per giocare a calcio e la gara è molto equilibrata. La difesa dei Lupi, guidata dall’esperto Mario Facco, ex terzino della Lazio di Maestrelli, riesce a controllare il bomber modenese Bellinazzi, mentre dall’altra parte il pericolo principale è Giuliano Musiello, ex Atalanta e Juventus, che a fine stagione risulterà essere il capocannoniere del torneo assieme a Pruzzo del Genoa. Il primo tempo termina 0-0.
Nella ripresa il Modena cresce e dopo un quarto d’ora trova lo spiraglio giusto con Giovanni Mei, il più improbabile dei cannonieri. Sassata rasoterra dal limite dell’area e pallone alle spalle del portiere Pinotti, proteso in tuffo. E’ il gol decisivo, l’unico in quel campionato per il difensore gialloblu. L’Avellino prova a reagire e a cercare il pareggio, ma la squadra di Caciagli resiste e conduce in porto due punti d’oro. L’entusiasmo dei tifosi è alle stelle, i Gialli ora sono addirittura secondi ad un solo punto dalla coppia di testa formata da Genoa e Catanzaro e in città si comincia a parlare di serie A. A tenere il profilo basso e a predicare prudenza ci pensa Mario Caciagli che, dall’alto della sua esperienza, definisce i punti conquistati “fieno in cascina” che torneranno utili nei periodi di “vacche magre”. Avrà ragione lui. Il Modena calerà nel girone di ritorno, ma alla fine conquisterà un più che dignitoso ottavo posto.
(di Giovanni Botti)





