Mentre il presidente dell’Emilia-Romagna Michele De Pascale chiede al Governo maggiori risorse per la sanità pubblica, in Emilia Romagna restano oltre 68 milioni di euro di ticket sanitari non riscossi. Una cifra che solleva interrogativi sull’efficienza della gestione delle risorse già disponibili.
La manovra 2027 aumenta il Fondo sanitario di 2,4 miliardi: troppo pochi secondo le Regioni, tanto che i sei governatori di centrosinistra, De Pascale compreso, giudicano lo stanziamento insufficiente e chiedono altri fondi.
Intanto, in Emilia-Romagna, ci sono oltre 68milioni di euro di ticket sanitari ancora da riscuotere, di cui circa 7,5 milioni cancellati perché considerati ormai inesigibili.
L’Ausl di Modena presenta poi una criticità tutta sua. L’azienda modenese –che deve recuperare circa 11 milioni di ticket non riscossi- ha affidato dal 2021 il recupero dei crediti a una società esterna: tra il 2021 e il 2023 sono stati spesi oltre 241mila euro per recuperare appena 688mila; in pratica la società di riscossione è costata il 35% degli incassi.
A Reggio Emilia, per dire, a fronte di 172mila euro di spese sono stati recuperati oltre 3,7 milioni (con un’incidenza del 4,63%).
Il nodo della questione è al centro anche di un’interrogazione regionale di Fratelli d’Italia.



