Al centro dell’inchiesta sulla maxi discarica abusiva scoperta nel Reggiano emerge anche la figura di un residente in provincia di Modena, tra i 9 indagati. Gli altri sono provenienti dalla Bassa reggiana e da Parma.
“L’evoluzione sostenibile del trasporto merci”: così era presentato sul sito il polo logistico che l’imprenditore Claudio Bacchi avrebbe voluto realizzare alle porte di Brescello, nel reggiano. Proprio lì però –in via Peppone e don Camillo- i carabinieri e la polizia ambientale hanno scoperto un’enorme discarica abusiva: 900mila tonnellate di scorie edili e di acciaieria non trattate che avrebbero anche compromesso e deteriorato le acque sotterranee, con valori limite di ferro e arsenico superati.
L’indagine è iniziata più di due anni fa ed è tuttora in corso, lo smaltimento illecito sarebbe invece iniziato nel 2016.
9 gli indagati tra imprenditori, professionisti e funzionari pubblici: sette sono residenti nella Bassa reggiana, uno a Parma l’ultimo in provincia di Modena. Cinque dei nove indagati sono dipendenti di Arpae, Agenzia regionale per la protezione ambientale.
Tra gli indagati c’è poi anche Franca Soncini, 82 anni, madre dell’imprenditore che a Brescello avrebbe voluto creare il polo logistico e che risulta essere la proprietaria del terreno.



