Mostre: alla Palazzina dei Giardini, l’arte e il suo pubblico in “Facce da Biennale”

Alla Palazzina dei Giardini è visitabile fino al prossimo 15 settembre, la mostra Facce da Biennale a cura di Chiara Dall’Olio, in occasione della 60ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. A Modena 106 fotografie in bianco e nero sono state selezionate dal fondo di oltre 10.000 scatti “Archivio Arte Fondazione”, di proprietà di Fondazione di Modena, costituito da negativi su pellicola 6×6 cm realizzati dell’agenzia fotografica Cameraphoto di Venezia. Le immagini in mostra raccontano la più importante manifestazione di arte contemporanea italiana riconosciuta in tutto il mondo, la Biennale d’Arte di Venezia, utilizzando il punto di vista dei suoi visitatori. Fin dalla sua prima edizione nel 1895, la kermesse veneziana è stata infatti oggetto di una sempre maggiore attenzione del pubblico, composto non solo da addetti ai lavori, artisti, curatori, critici, collezionisti, giornalisti, che la considerano un’imperdibile occasione di incontro, ma anche da personalità del mondo della politica e dello spettacolo, e, in modo sempre più crescente, del pubblico di curiosi e amanti dell’arte.

Le fotografie rappresentano le inaugurazioni delle principali mostre allestite all’interno dei padiglioni nazionali nell’arco temporale tra il 1948 e il 1986. La mostra si apre con il ritratto di Palma Bucarelli, direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma dal 1942 al 1975, ritratta davanti a un Picasso alla Biennale del 1948. Poi via via gli scatti immortalano i visitatori nel corso delle successive edizioni nelle sale di Giorgio MorandiFilippo de Pisis, Alexander Calder, Giorgio De Chirico. Un perplesso Alberto Sordi sbircia attraverso la scultura di Alberto Viani “Nudo” alla Biennale del 1958, un’involontaria anticipazione delle celeberrime scene del film “Dove vai in vacanza?” del 1978 che lo vedranno protagonista proprio nel ruolo di inesperto visitatore dei padiglioni veneziani. La mostra racconta le presenze a Venezia di artisti come Jackson Pollock, Emilio Vedova, Alberto Burri, Franz Kline, Alberto Giacometti, Giuseppe Capogrossi, per citarne alcuni.

Uno scatto ritrae, siamo nel 1964, l’artista americano Robert Rauschenberg mentre allestisce le sue opere nella sede dell’ex Consolato degli Stati Uniti a San Gregorio dove espone insieme a Jim Dine, Jasper Johns, Morris Louis, Kenneth Noland, Frank Stella, John Chamberlain e Claes Oldenburg. Gli artisti Cesare Tacchi e Renato Mambor o l’attrice Paola Pitagora si fanno ritrarre insieme alle opere di Roy Lichtenstein. Ma ci sono anche i volti della politica, come Aldo Moro in visita alla sala di Alberto Burri, o Pietro Ingrao e Tina Anselmi in visita alla mostra “Ambiente-Arte” al padiglione centrale. E ancora scorrono le immagini del 1968 della Biennale della contestazione, tra rifiuti alla partecipazione, manifestazioni, o adesioni, come quella di artisti come Pino Pascali che espongono convinti che il portato rivoluzionario delle proprie opere possa costituire da protesta. O le foto dalla Biennale del 1972 curata da Francesco Arcangeli e Renato Barilli sotto il titolo Opera e Comportamento, passata alla storia anche per la provocazione attuata da Gino De Dominicis con l’azione “Soluzione d’immortalità”. Fino alla Biennale del 1978 “Dalla natura all’arte dall’arte alla natura” con il padiglione israeliano contenente un gregge di pecore vive parzialmente dipinte di blu dall’artista Menashe Kadishman, protagonista insieme ad un monumentale intervento di Staccioli, dell’episodio “Vacanze intelligenti” all’interno del film “Dove andiamo in vacanza?”. Chiudono la mostra alcuni scatti degli anni Ottanta con le opere di Vito Acconci (1980), Alberto Burri, in occasione della sua personale agli ex cantieri navali della Giudecca nel 1982, Giuseppe Penone e Claudio Parmiggiani nell’edizione del 1986 intitolata “Arte e scienza”.

L’agenzia fotografica Cameraphoto viene fondata nel 1946 da Dino Jarach col nome di “Interfoto” che muterà definitivamente in “Cameraphoto” nel 1959. Nel corso di oltre cinquant’anni di attività l’agenzia cambia numerosi soci e collaboratori, divenendo corrispondente per le riviste “Life”, “Time” e “Epoca” per gli avvenimenti di respiro internazionale della Laguna: la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica e la Biennale d’Arte sono i due avvenimenti più fotografati.  Negli anni ’60 anni l’agenzia diventa corrispondente della Associated Press. A partire dal 2005 Fondazione di Modena ha acquistato l’archivio dei negativi relativi alla Biennale d’Arte dal 1948 al 1986 dall’ultimo titolare dell’agenzia, Vittorio Pavan. Il fondo, che è stato interamente digitalizzato e catalogato, è conservato dal 2007 negli archivi gestiti da FMAV nella sede di via Giardini, a Modena.

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