Era settembre dello scorso anno quando –con grandi proclami alla stampa (ascolta qui l’intervista)- la Regione Emilia Romagna si diceva pronta ad impegnarsi, per l’anno scolastico 2026/2027, a rivedere il calendario dei suoi studenti, prendendo in considerazione l’idea di una pausa estiva più breve e una diversa distribuzione dei tempi di lezione nel corso dell’anno.
L’assessore Isabella Conti, precisando che non esisteva ancora una proposta politica definita, aveva però espresso la volontà creare un tavolo di confronto con i soggetti interessati. Tavolo di cui, a 7 mesi da quelle parole, non si vede ancora alcuna traccia.
E così, mentre sui territori nascono progetti sperimentali per andare incontro alle esigenze della famiglia e online continuano a imperversare petizioni per chiedere una maggiore conciliazione dei tempi scuola con quelli di lavoro dei genitori, la politica i tempi sì se li prende, ma ancora una volta sono solo i suoi.



