Archivissima: venerdì 5 giugno la “Notte degli Archivi” con diversi appuntamenti

Venerdì 5 giugno Modena torna a vivere uno degli appuntamenti più suggestivi e partecipati del suo articolato calendario culturale: la Notte degli Archivi, iniziativa nazionale promossa da Archivissima, che per l’edizione 2026 si presenta con un tema sia evocativo che stimolante: “quello che non c’è”. Per il quinto anno consecutivo la rete degli archivi modenesi aderisce con un programma ampio e diffuso, costruito grazie alla collaborazione creativa tra istituzioni pubbliche, fondazioni, associazioni e realtà culturali. Sono quattordici gli archivi coinvolti, disseminati in tutta la città, pronti ad accogliere il pubblico fino a tarda sera con un susseguirsi di mostre, installazioni artistiche, visite guidate, passeggiate, podcast, proiezioni. Un invito a scoprire luoghi spesso percepiti come distanti o riservati agli specialisti, ma che nella realtà custodiscono tracce preziose della storia collettiva e personale. L’accesso libero e gratuito sottolinea proprio questo: gli archivi sono un bene comune, strumenti vivi che parlano al presente e interrogano il futuro. L’iniziativa è stata presentata questa mattina in una conferenza stampa nella sede dell’Archivio Storico Comunale, a Palazzo dei Musei, con gli interventi dell’assessore alla Cultura e alla Promozione della Città Andrea Bortolamasi, di Debora Dameri, direttrice biblioteche e Archivio Storico del Comune, del presidente dell’Unione Terre di Castelli Iacopo Lagazzi, della vicepresidente di Anmig Modena Roberta Cavani e dell’artista Andrea Chiesi.

Archivissima continua il suo percorso di crescita – sottolinea l’assessore Bortolamasi, – aprendo le porte degli Archivi della nostra città a un pubblico ampio e diffuso. Un viaggio tra passato, presente e futuro, che racconta storia, storie e memorie di Modena, grazie al coordinamento dell’Archivio Comunale di Modena, in rete con una pluralità di soggetti culturali, con una novità, quest’anno, rappresentata dalla collaborazione con Andrea Chiesi, uno dei più importanti artisti della scena contemporanea italiana”.

Richiamando le suggestioni de “Le città invisibili” di Italo Calvino, il tema scelto per questa edizione – “quello che non c’è” – diventa una chiave di lettura per esplorare ciò che sfugge alla vista: archivi che conservano anche ciò che non è immediatamente visibile, storie rimaste in ombra, documenti dimenticati, possibilità non ancora realizzate. È un invito a interrogarsi sul rapporto tra presenza e assenza, tra memoria e immaginazione, tra ciò che è stato e ciò che potrebbe ancora essere.

In questa prospettiva, l’Archivio Storico del Comune di Modena, al primo piano del Palazzo dei Musei, propone “Atti segreti. Andrea Chiesi svela il suo archivio”, un percorso che mette in relazione la memoria urbana con lo sguardo dell’artista Andrea Chiesi. Carte inedite, taccuini, appunti e opere mai esposte emergono per la prima volta, conducendo i visitatori in un itinerario tra documenti e visioni che culmina in un’opera realizzata appositamente per l’occasione e destinata a entrare a far parte del patrimonio pubblico.

Sempre al Palazzo dei Musei, la biblioteca civica d’arte e architettura Luigi Poletti propone un approfondimento dedicato ad Ada Defez, figura che attraverso i suoi progetti ha immaginato una città inclusiva, attenta alle relazioni sociali e alla responsabilità dell’architettura. Le carte del suo archivio restituiscono una riflessione ancora attuale sul modo di costruire gli spazi urbani.

La serata si sviluppa poi lungo un itinerario che attraversa la città: dall’Archivio storico diocesano di Modena-Nonantola (corso Duomo 34), dove la musica delle Quarantore torna a risuonare grazie a esecuzioni dal vivo, all’Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena (corso Vittorio Emanuele II 59), che riporta alla luce architetture scomparse attraverso i disegni dell’architetto Teobaldo Soli; dal Consorzio della Bonifica Burana (corso Vittorio Emanuele II 107), che racconta la trasformazione del rapporto tra servizi idraulici e territorio, fino alla Fondazione Collegio San Carlo (via San Carlo 5) dove antiche musiche riemergono grazie al dialogo tra tecnologia e arti visive, per un’iniziativa in collaborazione con Fondazione Ago, e con il sostegno della Fondazione di Modena.

Non mancano proposte che affrontano il tema della memoria civile e dei diritti, come quelle dell’Istituto storico di Modena (via Menotti 137): in programma tre iniziative alle 15, alle 16 e alle 17, mentre alle 18 nella Galleria Europa di Piazza Grande è atteso il dialogo tra Luca Baldissara e Nadia Urbinati dal titolo “Una democrazia senza esperienza”. Il Centro documentazione donna di strada Vaciglio Nord 6 riflette sull’80° del primo voto alle donne, mentre l’Archivio Anmig in viale Muratori 201 restituisce storie di presenze e assenze legate alle vicende del Novecento. L’Archivio dell’architetto Cesare Leonardi (via Emilio Po 134) offre uno sguardo su progetti mai realizzati, tra visioni urbane e utopie, mentre il Collettivo Amigdala propone a OvestLab (via Nicolò Biondo 86) PerMeA, un’esperienza partecipativa che trasforma il Villaggio Artigiano in una mappa di desideri e possibilità.

La dimensione territoriale si amplia con il coinvolgimento dell’Unione Terre di Castelli e dei comuni di Castelfranco Emilia e Nonantola, che raccontano secoli di conflitti e accordi legati all’uso delle acque presso il Polo archivistico di Vignola (via Papa Giovanni Paolo II 96), mentre l’Archivio storico Bper (via Danimarca 140) esplora il tema dell’immaterialità del credito attraverso un podcast realizzato con l’intelligenza artificiale.

A chiudere la presentazione della Notte degli Archivi, un momento particolarmente significativo: la consegna del “grosso”, la prima moneta coniata dalla comunità modenese nel XIII secolo, a Walter Bonacini, volontario storico dell’Archivio comunale. Da una quindicina d’anni, Walter svolge lavori di manutenzione, attività di riordino e allestimento, accoglie i visitatori per visite all’archivio sempre molto apprezzate. Il riconoscimento mette a valore la cura quotidiana del patrimonio e il ruolo fondamentale del volontariato, proprio nell’anno in cui Modena è capitale italiana del Volontariato.

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