Il disco della settimana: Willie Nelson, “The Border”

Willie Nelson – “The Border”

Willie Nelson è un vero e proprio monumento della musica americana, uno di quelli che sarebbero da salvaguardare come patrimonio Unesco. A 91 anni compiuti (si avete letto bene!) continua a pubblicare album con impressionante regolarità e anche a suonare dal vivo (per il prossimo settembre, ad esempio, ha in programma l’ennesima edizione dell’Outlaw Music Festival). Un incredibile esempio di longevità artistica, confermata, se ce ne fosse stato ancora bisogno, dalla qualità e dalla bellezza del nuovo disco, “The Border”, il 75° da solista della sua carriera, senza contare le infinite collaborazioni e partecipazioni ai lavori altrui. Prodotto dal fido Buddy Cannon, “The Border” è un tipico album di Willie Nelson, composto da un mix di brani autografi, firmati assieme allo stesso Cannon, e di canzoni scritte da altri appositamente per l’immarcescibile texano.

A prevalere è la ballata di frontiera, guidata dalla voce di Nelson, più sofferente di un tempo ma sempre di grande fascino, e dalla tipica chitarra del texano che pennella note delicate, affiancata qui e la da un soffio d’armonica. Quattro i brani firmati a quattro mani da Willie e da Buddy Cannon: il delicato e malinconico country “Once Upon a Yesterday”, la briosa “What If I’m Out of My Mind”, la splendida ballata country-rock “Kiss Me When You’re Through”, dedicata alla sua ultima moglie Annie, e la conclusiva e leggermente cadenzata “How Much Does it Cost”.

Tra i brani scritti da altri, che Nelson, come sempre, ha la grande capacità di rendere propri, spicca la deliziosa ballad texana di Rodney Crowell “Many A Long And Lonesome Highway”, in origine contenuta in un semisconosciuto album dell’ex chitarrista di Emmylou Harris di fine anni ’80. Lo stesso Crowell ha firmato anche la title track, una western song che ricorda certe cose di Ian Tyson, mentre “Nobody Knows Me Like You”, un’altra ballata intensa e intimista, è stata composta da Mike Reid, ex giocatore della NFL diventato uno degli autori più apprezzati di Nashville. Da non perdere.

di Giovanni Botti

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