Storie di Sport, il Giro a Modena: il duello tra Binda e Piemontesi in piazza d’Armi

Giovedì 22 maggio il Giro d’Italia torna sulle strade della nostra provincia con la partenza della tappa Modena-Viadana, il cui via verrà dato, come nell’ultima occasione, dalla splendida cornice di piazza Roma. A ben 98 anni fa risale il primo arrivo della corsa Rosa nella nostra città, quasi 20 anni dopo la sua nascita. Lunedì 28 marzo 1928, infatti, si correva la nona tappa del 16° Giro d’Italia, con partenza da Pistoia e traguardo fissato in Piazza d’Armi, l’attuale Novi Park, dopo 206 km di un percorso reso difficile dalle impegnative salite dell’Abetone e del Barigazzo. Era ancora un ciclismo eroico, con biciclette pesanti e strade sterrate, in cui le auto al seguito della corsa sollevavano spesso un polverone che metteva in difficoltà gli atleti. Piazza d’Armi, quel giorno, era affollatissima in ogni ordine di posti e i “Girini”, una volta entrati sul circuito dell’ippodromo, dovevano percorrerne un giro e mezzo per concludere la gara. Alla fine la tappa si risolse con una volata combattutissima che vide come principali attori i due grandi protagonisti di quel Giro, Alfredo Binda e Domenico Piemontesi. Binda, in maglia rosa, sembrò avere la meglio, ma Piemontesi, con un colpo di reni, riuscì ad anticiparlo sul traguardo per pochi centimetri. Lo stesso velocista novarese, un anno prima, aveva trionfato nella Milano-Modena, una corsa in linea che dal 1906 aveva il suo traguardo finale proprio in Piazza d’Armi.

Nel 1928, Modena ospitò il Giro d’Italia per tre giorni, con un giorno di riposo prima della partenza, sempre da Modena, della frazione successiva. Il podestà Sandonnino organizzò anche un grande ricevimento nel Palazzo Comunale per festeggiare la prima volta in città della Corsa Rosa, ma gli atleti alla fine lo disertarono preferendo riposarsi e recuperare le forze prima della decima tappa che li avrebbe portati da Modena a Genova. Alfredo Binda, alla fine riuscì, a portare la maglia rosa fino a Milano e a conquistare il suo terzo Giro d’Italia. Domenico Piemontesi invece, in classifica, non arrivò nemmeno tra i primi dieci, ma in compenso riuscì a conquistare ben cinque successi di tappa, uno solo in meno dello stesso Binda.

di Giovanni Botti

 

 

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