Bob Weir – “ACE” (Deluxe Edition)
Lo scorso 10 gennaio ci ha lasciato, all’età di 78 anni, un grande della musica californiana, Robert ‘Bob’ Weir, fondatore assieme a Jerry Garcia dei mitici Grateful Dead. Pur non avendo la personalità e il genio di Garcia, il musicista di San Francisco è sempre stato un ottimo chitarrista e un buon cantante, oltre che autore di talento, e negli ultimi anni era tornato alla ribalta con un bel disco solista, “Blue Mountain”, e con una serie di concerti e collaborazioni con artisti più giovani. Per ricordarlo abbiamo deciso di risfoderare la rubrica “Grandi dischi da riscoprire” e di dedicarla al suo primo album da solista, il bellissimo “ACE” del ‘72, ristampato in edizione deluxe qualche anno fa in occasione del suo 50° anniversario.
Registrato in un momento di pausa della band dopo i due splendidi album country-rock del 1970 (“American Beauty” e “Workingman’s Dead”), “Ace” è stato considerato, non a torto, come una sorta di disco dei Dead mascherato. In effetti nelle sue otto canzoni suonano i Grateful Dead quasi al completo e la maggior parte di esse entrarono subito in pianta stabile nel repertorio live di Garcia e compagni. E per la verità brani come “Cassidy”, pare ispirato dalla figura di Neal Cassady, icona della Beat Generation, o la splendida ballata “Looks Like Rain”, non avrebbero sfigurato in uno dei due precedenti album dei Dead.
Aiutato dai parolieri Robert Hunter e John Barlow, Weir propone una serie di canzoni varie che, oltre alle due già citate, spaziano dal ritmo cadenzato della iniziale “Greatest Story Ever Told” al rock’n’roll di “One More Saturday Night”, passando per la jam session di “Playing in the Band” e i suoni Tex-Mex di “Mexicali Blues”. L’edizione deluxe contiene un secondo CD con la riproposizione live degli otto brani da parte dell’ultimo gruppo di Weir, i Wolf Bros, aiutati dal talentuoso cantautore folk-country Tyler Childers e dalla splendida voce di Brittney Spencer. Versioni diverse dalle originali, con l’uso abbondante dei fiati, che le rende particolarmente interessanti. Da riscoprire assolutamente. (GB)
di Giovanni Botti



